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Erzsèbet Bathory: la più sanguinaria e prolifica serial killer della storia

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Erzsèbet Bathory nacque nel 1569, da una nobile famiglia in decadenza. Se da un lato nella sua casata ci sono giudici, magistrati e re, dall’altra è presente un grande numero di stupratori, alcolizzati e assassini.
Dopo la morte del padre, avvenuta quando Erzsèbet aveva dieci anni, subì violenze sessuali da parte del nonno, e durante l’adolescenza fu introdotta al culto di Satana.
Nel 1575 sposò il conte Ferenc Nàdasdy, con il quale va a stabilirsi nel castello di Cachtice, in Slovacchia, tuttora meta di turisti che arrivano da tutto il mondo per visitare i luoghi dove la “contessa sanguinaria” ha compiuto i suoi delitti.
La vita coniugale non pone freno alle perversioni della donna, la quale sfoga noia o rabbia sulle giovani serve del palazzo; il conte, sempre più impaurito, trascorre sempre più tempo lontano dal castello, fino alla sua morte, avvenuta nel 1604. Dopo questo evento, Erzsèbet perde ogni freno inibitore: si dedica alla magia nera, all’alchimia e al vampirismo.
Le torture sono praticate su giovani ragazze, che vengono picchiate ripetutamente, e poi lasciate morire per dissanguamento, oppure la contessa sperimenta sulle sue vittime mutilazioni ante e post mortem, torture di ogni genere e ustioni.
Con il tempo la Bathory inizia ad ambire a prede più rischiose: si offre come insegnante di grazia ed educazione per le giovani nobili. Saranno le morti di queste aristocratiche a creare dei sospetti sulla contessa, e a far sì che Mathias II Re d’Ungheria decida di inviare al castello una squadra d’ispezione guidata dal conte Thurzò.
Nella notte del 26 dicembre 1610, la squadra giunge al castello, entra nelle segrete e libera i numerosi prigionieri, donne e bambini; poi decidono di andare ai piani superiori, a cercare la responsabile di tutte queste terribili torture: si apre davanti a loro una grande stanza, illuminata da una torcia, dove moltissimi uomini e moltissime donne danno vita a un’orgia sanguinaria, un’unione terrificante di sesso, perversioni e torture. La contessa viene presa ed arrestata, e nei giorni successivi vengono effettuati i sopralluoghi, in modo da raccogliere quante più prove possibili al fine del processo; ciò che i soldati ritrovano è spaventoso: resti umani in numerose stanze del castello, effetti personali delle vittime, brandelli di carne umana nei recinti dei cani, numerosissimi cadaveri seppelliti nei dintorni del castello.
Il processo ha inizio il 2 gennaio 1611, e dalle testimonianze della servitù della contessa emergono dettagli raccapriccianti sulle torture inferte alle ragazze rapite. I giudici decidono quindi di inferire torture altrettanto tremende agli aiutanti della “contessa sanguinaria”, secondo la “legge del Taglione” allora in voga. Per quanto riguardala Bathory, a causa dell’immunità regia di cui gode grazie ai suoi legami di sangue con il re, si decise di imprigionarla a vita in un’ala del suo castello, con porte e finestre murate: morirà tre anni dopo, nel 1614, all’età di cinquantaquattro anni.

Questa è la fine della contessa Erzsèbet Bathory, la più sanguinaria e prolifica serial killer della storia: all’epoca del processo le furono attribuite 80 vittime, ma gli storici parlano di cifre comprese tra 300 e 650.

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