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L’Alzheimer: malattia fisica e sociale

 

“Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese.”

 

È questa la descrizione che il Cnr da di sé sul sito ufficiale. Dai suoi laboratori potrebbe venire il primo vaccino contro l’Alzheimer che sarebbe capace di impedire la formazione nel cervello delle placche. Questa malattia desta sempre più preoccupazione nella società odierna poiché essa è
la causa più diffusa di demenza senile e, con l’innalzamento dell’età media, è sempre più facile incontrare questa malattia nelle persone.
Come riporta un articolo de “Il Sole 24 ore” “L’Istituto di genetica e biofisica (Igb-Cnr) e l’Istituto di biochimica delle proteine (Ibp-Cnr) del Centro Nazionale delle Ricerche hanno messo a punto insieme una nuova molecola, battezzata (1-11)E2, per la quale hanno già ottenuto il brevetto italiano e chiesto il brevetto internazionale, a dimostrazione di quanto la loro scoperta sia già in una fase avanzata.”
L’Alzheimer è una malattia neurodegenerativa legata all’avanzamento dell’età. Colpisce ben 30 milioni di persone nel mondo e produce effetti devastanti per le persone che ne soffrono: perdita di memoria e movimenti incontrollati. Questo morbo è provocato dall’accumulo di una proteina nel cervello che forma delle placche che impediscono ai neuroni di funzionare correttamente, finché non li spegne definitivamente. Impedire la produzione della proteina o riuscire a eliminarla in modo efficace sono gli unici due modi per fermare questa malattia. Il vaccino  cerca proprio di eliminare questa proteina. Antonella Prisco, ricercatrice dell’Igb-Cnr che coordina la ricerca, dichiara: «Il vaccino che abbiamo prodotto induce rapidamente una forte risposta degli anticorpi contro il peptide beta-amiloide e polarizza la risposta immunitaria verso la produzione di una citochina anti-infiammatoria, l’interleuchina-4, confermando le proprietà immunologiche che speravamo di ottenere «Il vaccino induce la produzione di anticorpi, questi ultimi si legano al peptide che causa la malattia, favorendone così l’eliminazione», aggiunge Piergiuseppe De Berardinis dell’Ibp-Cnr. Una delle problematiche maggiori è di utilizzare al meglio il farmaco mandandolo li dove serve.
La fase pre-clinica della sperimentazione del vaccino è già partita. La sostanza è usata su cavie sane e punta a verificare se esistano effetti collaterali della nuova molecola. Nel caso i risultati saranno positivi si proverà a dare la sostanza anche a topolini con una patologia che mima quella dell’Alzheimer nell’uomo. Dopo questi test potrà essere avviata una vera sperimentazione anche sull’uomo.

L’Alzheimer diventerà quindi ben presto una malattia molto presente nella nostra società e avrà dei costi sanitari ma anche umanitari molto alti. Ho voluto affrontare questo argomento perché sempre più spesso ci dimentichiamo di alcune realtà estremamente difficili che ci circondano. Le famiglie di malati che soffrono di questo morbo sono molto spesso lasciate senza assistenza medica e senza un supporto psicologico. Ed è così che una malattia estremamente difficile da curare, incide gravemente non solo sulla persona malata, ma anche sulla sua famiglia e sulle persone che gli stanno intorno. Le istituzioni si dimenticano di queste persone che fino all’ultimo cercano di stare vicino ai malati. Si dimenticano non solo per cattiva volontà o per mancanza di fondi, ma anche e soprattutto perché ancora non esiste una coscienza sociale che affronta e cerca di risolvere il problema. Le persone che per loro fortuna non sono mai state coinvolte direttamente in situazioni di questo genere, non possono quindi sapere a pieno l’impegno, le difficoltà ma soprattutto il grande amore che ogni giorno i familiari di questi malati hanno per accudire i propri cari. L’informazione è quindi il mezzo più importante da utilizzare: bisogna far comprendere alla gente ciò che non vive in prima persona. Informiamoci e cerchiamo di formare in tutti noi e nelle istituzioni una coscienza sociale. Nell’attesa che questo vaccino sia completato con successo.

 

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