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Trenitalia e la Fiera internazionale del libro di Torino

il treno

Il velocissimo Freccia Rossa

Ore undici e mezza di un mattino qualsiasi, decido che voglio andare alla Fiera internazionale del libro che quest’anno si terrà nella splendida città di Torino. Purtroppo, dalle mie parti, non ci sono abbastanza persone per creare un buon gruppo e noleggiare un pulman ( per andare a Gardaland non dovrei neppure chiedere alla gente, c’è a prescindere) . Decido quindi di affidarmi nella mia beneamata ignoranza a Trenitalia. Le mie passate esperienze tranviarie mi hanno fatto pensare che non c’era mezzo migliore, più economico, più sicuro del treno per raggiungere le varie destinazioni: in passato sono riuscito ad arrivare tranquillamente in ogni luogo. Ma questi erano tempi d’oro. Da quando a Trenitalia hanno incominciato a darci giù di brutto con la grappa ( ma quella proprio forte!) si sono inventati in ordine: Freccia Rossa, Freccia Argento e Freccia Bianca, probabilmente in onore di qualche festino Apache. Questa idea così brillante tale da meritare il Darwin Award (premio dato alle persone che hanno contribuito alla retrocessione della specie umana) è una furbata che consiste nell’attaccare delle strisce colorate a dei normalissimi treni regionali e inserirvi all’interno della moquette rossa. Con qualche piccolo ritocco viene creato dal nulla  un bellissimo e nuovissimo Freccia Rossa che potrà portarvi in qualsiasi luogo con un vantaggio di ben dieci, venti minuti sulle tratte tipo Verona-Milano salvo poi farvi aspettare per i successivi venti, trenta minuti un maledetto autobus. Ma questo è il danno minore: dato che il tempo è assoluto e non relativo (ora tranquilli che vi spiego) per un treno che viaggia più veloce ce ne sono almeno due che vanno più lenti: perchè devono far passare quello più veloce! Naturalmente quelli più lenti sono i regionali, i quali non sono presenti come una volta su tutta la tratta e di conseguenza bisogna affidarsi ai “regionali colorati” . Infine mettiamoci la variabile non poco trascurabile del prezzo che lievita enormemente se vuoi utilizzare un treno leggermente più veloce. Di conseguenza utilizzare la macchina diventa conveniente come andare con il treno, salvo poi finire imbottigliati nel traffico con trenta gradi all’ombra.  Alla fine ho disertato la manifestazione in quanto gli orari del treno mi avrebbero fatto  perdere molti incontri interessanti che si tenevano alla mattina presto o la sera perchè sarei dovuto tornare indietro subito. Morale della favola: imparate l’arte del teletrasporto!

ps La prossima volta vi parlerò di un’altra grandissima trovata di quei dirigenti buontemponi di Trenitalia: la TAV; un ‘opera che sicuramente avrete sentito nei vari TG ma che altro non è l’estremo atto di un branco di sociopatici con la fissa per i buchi e tanti tanti interessi economici privati in ballo.

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