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Arrestato Ianniciello, Consigliere regionale Campania.

Nonostante i quotidiani scandali politici, il segno di un eventuale cedimento in questa complicata e ingarbugliata matassa del nostro paese, non vuole far capolino nei sospirati tempi che verranno e a dar maggior guazzabuglio a questo complesso schema politicamente instabile, è una fresca notizia riguardante un consigliere Regionale della Campania,  Massimo Ianniciello, del Pdl, a cui la gIanniciellouardia di finanza ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare di arresti domiciliari per truffa aggravata. A condurre l’indagine è stato il Pm Giancarlo Novelli, coordinata anche dal Procuratore aggiunto Francesco Greco. Secondo quanto riportato dall’inchiesta, sembra che Ianniciello abbia percepito la modica somma di 64 mila euro, per esibizione di fatture inesistenti. Le perquisizioni effettuate, hanno riguardato anche le abitazioni del consigliere regionale della Campania Fulvio Martusciello, ex capogruppo del Pdl in Consiglio regionale e attuale consigliere delegato per le attività produttive. Martusciello viene contestato per la sua partecipazione alla truffa cui ha preso parte Ianniciello – arrestato nella mattina della perquisizione – e in particolare l’attuale consigliere è stato risucchiato nell’occhio del ciclone in quanto ex- capogruppo del Pdl, oltre ad essere in relazione con l’obbligo di controllo della regolarità dei rimborsi che vengono erogati dai capi gruppo ai singoli consiglieri. In tutto questo giro di personalità ambigue e del loro discutibile ruolo nella vicenda sott’intesa, è stato perquisito anche il commercialista di Ianniciello,  Antonio Pazzona; infatti, oltre che di truffa aggravata, al consigliere viene addebitato anche il peculato, ed è il reato previsto dall’art. 314, in virtù del quale il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria. Per ottenere il rimborso, Ianniciello, ha esibito fatture emesse da un’inesistente società di Bacoli (Napoli) che ha nella sua ragione sociale, il commercio all’ingrosso di rottami, ed è amministrata da due cittadini svedesi che sono risultati irreperibili in Italia e domiciliati presso un’agenzia di viaggi. Il rappresentante operativo di questa società – in base a quanto emerso dalle indagini – è risultato un pregiudicato che ha precedenti per spaccio di sostanze stupefacenti e ricettazione di assegni rubati.

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