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Bambino trascinato dalla polizia: dov’è la verità?

Articolo di Alessandra  Guglielmo
Leonardo, un bambino di 10 anni è stato trascinato di forza fuori dalla scuola dalla polizia. E’ successo in una scuola elementare di Cittadella (Padova) per un’ordinanza emessa dalla sezione minori della Corte d’Appello di Venezia. Il tutto è stato filmato dalla zia, che tra le grida chiedeva che il bambino fosse lasciato andare, e il video è stato trasmesso per la prima volta da Chi l’ha visto mercoledì sera. Da tempo i genitori, divorziati, si contendevano il bambino, che era stato affidato inizialmente alla madre. La vicenda si presenta piuttosto controversa: il padre accusa la madre di non avergli fatto vedere suo figlio, ma lei replica che era Leonardo che non voleva vederlo. Si era deciso, per sentenza del giudice, di mettere il bambino in una casa famiglia, fino alla sentenza per l’affidamento, per “resettarlo” da ogni influenza, dato che gli era stata riscontrata la PAS, cioè sindrome di alienazione parentale (sindrome ancora non ben conosciuta dai medici). Dopo fari tentativi falliti, ecco la decisione di andare a scuola. La decisione peggiore, a parer mio, soprattutto nel modo in cui essa è stata messa in atto, senza contare che la scuola rappresenta un luogo sicuro per i bambini. Un fatto del genere va a minare tale idea, non solo per il bambino coinvolto, ma per tutti coloro che hanno assistito alla scena. Il video mostra molto bene la violenza usata dagli agenti di polizia e la sfrontatezza di rispondere alla zia, che chiedeva spiegazioni, “Io sono un ispettore. Lei non è nessuno”. Ovviamente la vicenda ha sollevato non poche polemiche. In primis ci si chiede se tale violenza era davvero necessaria. Non c’erano davvero altri modi per portare via il bambino? Le modalità di esecuzione attuate sono inaccettabili, a prescindere da qualsiasi questione giudiziaria. Si parla di un bambino, perfettamente in grado di capire ciò che stava accadendo, ma che semplicemente non voleva esser portato via dalla madre, come ha dimostrato più volte; un bambino che chiedeva di esser lasciato andare, e che è stato umiliato davanti ai suoi compagni, i quali probabilmente si saranno chiesti quale orribile colpa potesse aver avuto da esser portato via in quel modo. Come ha sottolineato Raffaela Milano, direttore dei programmi Italia Europa di Save The Children: “Le garanzie minime di tutela e protezione dell’integrità fisica e della dignità del minore non sono state rispettate e la particolare violenza con la quale l’intervento è avvenuto è destinata a lasciare un profondo trauma psicologico in chi l’ha subita”.  Anche il presidente della Camera e del Senato hanno espresso il loro rammarico per la vicenda, che ha colpito l’Italia intera. Il capo della polizia, Antonio Manganelli, ha aperto un’inchiesta interna per andare a fondo alla questione, anche se, come spesso accade, gli agenti di polizia sono stati giustificati perché stavano solamente eseguendo gli ordini. E’ impossibile però non chiedersi se essi non debbano avere anche una morale nell’adempiere agli ordini dei loro superiori. Senza contare poi, che il bambino avrebbe dovuto essere allontanato da uno psicologo che lo conoscesse e di cui il bambino si fidasse. Ricorrere alla polizia è previsto, ma fortemente sconsigliato. “Il numero di bambini vittime di contese tra genitori – afferma Mara Carfagna – e’ aumentato esponenzialmente nell’ultimo decennio. Sempre più minori soffrono di colpe non loro, dell’incapacità dei genitori di organizzarsi e trovare un accordo. Per questa ragione tutti, compresi magistratura e Forze dell’Ordine, devono essere preparati a gestire casi delicati, come quello che abbiamo conosciuto attraverso il filmato di “Chi l’ha visto?”.  Il padre e la madre hanno dato versioni diverse dell’intera vicenda: certo è, che il padre era presente al “blitz” della polizia e ha addirittura aiutato gli agenti, mentre la madre non sapeva nulla. Il bambino ora sembra sereno nella casa famiglia, come ha dichiarato il padre, ma la madre non ha ancora potuto vederlo. Dove stia la verità questo è ancora da accertarsi, e a dirlo sarà solo un’accurata indagine. Quello sappiamo però è, che alla fine di questa brutta storia l’unica vera vittima della battaglia giudiziaria tra i due sarà Leonardo!

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