Bufera sull’Agec, ecco gli scheletri nell’armadio di Tosi Reviewed by Momizat on . Sarà anche vero che sono passati già un po' di giorni da quel fatidico 5 novembre, ma il caso Agec non sembra spegnersi. Nuove rivelazioni da parte dei diretti Sarà anche vero che sono passati già un po' di giorni da quel fatidico 5 novembre, ma il caso Agec non sembra spegnersi. Nuove rivelazioni da parte dei diretti Rating:
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Bufera sull’Agec, ecco gli scheletri nell’armadio di Tosi

Sarà anche vero che sono passati già un po’ di giorni da quel fatidico 5 novembre, ma il caso Agec non sembra spegnersi. Nuove rivelazioni da parte dei diretti interessati continuano a movimentare l’atmosfera, mentre il caso passa (a mio parere inspiegabilmente) sotto i ponti nelle televisioni e giornali nazionali, trovando spazio solo sul quotidiano locale di Verona. Proviamo a fare ordine e spiegare dettagliatamente cosa è successo.

 

Elezioni amministrative. Flavio Tosi stravince a Verona senza ricorrere ai ballottaggi, grazie all’appoggio di numerose liste e di molti professionisti ed esponenti degli enti civici ed assistenziali, dai Pensionati agli industriali. Tra queste associazioni figura anche L’Officina, fondata dall’ex-senatore di Alleanza Nazionale Paolo Danieli. L’Officina può anche vantarsi di schierare nella Lista Tosi un giovane avvocato, Michele Croce, che raccoglie un ottimo bottino di preferenze. Il sindaco riconfermato non ha dubbi quando, nello spartirsi le poltrone per gli enti municipalizzati, propone lo stesso Croce come presidente dell’Agec. Per chi non lo sapesse, Agec sta per Agenzia Gestione Edifici Comunali e si occupa nel dettaglio di gestione cimiteriale, fornitura pasti, della manutenzione annuale (e dell’organizzazione generale) di Torre dei Lamberti, nonché (e soprattutto) di gestione immobiliare. Si va dalle case popolari agli uffici, dai box auto a negozi e stabili vari. Non si deve quindi aggiungere altro per comprendere la grande importanza di questo Ente e la fiducia che ha avuto Tosi in Croce nell’affidargli questo incarico. Bene, il 5 novembre il sindaco revoca ufficialmente l’incarico a Michele Croce, sostituendogli (anche se manca l’ufficialità) l’avvocato Giuseppe Lovati Cottini, di area cattolica. Cosa può essere successo in questo lasso di tempo?

 

Tutti si ricorderanno lo scandalo sorto nel momento in cui lo stesso Croce avvia un bando di concorso per 34mila euro per sistemare e ri-arredare gli uffici di Palazzo Diamanti, sede dell’Agec. Il Consiglio e la Giunta stessa considerano la spesa fatta “assolutamente troppo elevata” ed impongono a Croce di autofinanziarsi per pagare buona parte della parcella (circa 20mila euro). L’avvocato vicino all’Officina al tempo stesso risponde chiarendo che la spesa prevista era stata molto più alta, aprendo inoltre le porte del suo ufficio (fino ad allora assoluto tabù per i giornalisti) per dimostrare che i lavori fatti erano stati “necessari per ovviare a problemi logistici di prim’ordine”, come ad esempio finestre non perfettamente funzionanti oppure scaffalature non più idonee. Tutto a posto, almeno sembra, ma l’impressione è che qualcosa tra Tosi e Croce si sia rotto. Passa poco tempo infatti e Croce viene sfiduciato dai 4 membri del Cda di Agec (tra cui anche Alessandra Bisdomini, Pd), che iniziano a disertare anche le due riunioni che Croce convoca per discutere di temi molto seri, come ribadisce lui stesso. Ma il meglio (o il peggio) deve ancora venire.

 

Croce, ormai solo contro tutti, confida in un appoggio del sindaco e chiede il suo diretto intervento per la rimozione dall’incarico del direttore Sandro Tartaglia, colpevole (a detta di Croce) di aver intralciato gare di appalti, affitti ed assunzioni. Tosi non batte un ciglio e alla fine dell’ultimatum per il pagamento dei 20mila euro di tasca propria, revoca l’incarico a Croce che si scatena utilizzando i social networks per ribadire la sua “assoluta innocenza” e puntando il dito contro “numerose irregolarità viste e più volte riferite al sindaco”, che ora fa il gioco dell’oca e finge di non aver mai sentito parlare di niente. Le ipotesi sono due: Croce potrebbe mentire e tentare di mettere in cattiva luce Tosi dopo la revoca dell’incarico, oppure Tosi sta nascondendo molte cose. Intanto Agec si spacca in due, con i dipendenti a favore dell’intervento del sindaco e gran parte degli inquilini che manifestano ininterrottamente giorno e notte per Croce.

 

A mio parere, Tosi nasconde troppi scheletri nell’armadio. Croce ha dato idea di essere un professionista agente nella legalità, soprattutto dopo che ha aperto le porte del suo ufficio alle telecamere. Troppe irregolarità sembrano venire a galla mano a mano, ma Tosi continua a negarle. Personalmente mi sento molto preoccupato per eventuali ostacoli e favoritismi in un’azienda che, a rigor di logica, dovrebbe operare nel sociale e garantire il benessere di tutti i cittadini che ne richiedono l’intervento, senza essere in alcun modo penalizzati per assunzioni truccate o appalti concessi. L’alone di legalità di Flavio Tosi inoltre è in forte ribasso dopo la recente nomina di Barbara Tosi, la sorella, nel Cda di San Miniato. Nepotismo o meritocrazia? Parentopoli o solo un cognome che pesa? Questo non si sa. Fatto sta che, in entrambi i casi, qualcuno sta raccontando bugie. Il terrore è che Tosi stia nascondendo numerosi scheletri nell’armadio e che in tutto ciò sia aiutato da esponenti del Consiglio Comunale (e di esponenti del Cda stesso). Risulta veramente difficile capire di chi sia la colpa e se le voci che riguardano Michele Croce e Barbara Tosi siano pure illazioni. Ma se due indizi fanno una prova…

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