Calabria: ancora una giovane vita stroncata dalla ‘ndrangheta. Reviewed by Momizat on . Di nuovo una vittima, di nuovo una vita stroncata dalle atrocità della criminalità organizzate e questa volta il triste destino, è toccato a un giovane di soli Di nuovo una vittima, di nuovo una vita stroncata dalle atrocità della criminalità organizzate e questa volta il triste destino, è toccato a un giovane di soli Rating:
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Calabria: ancora una giovane vita stroncata dalla ‘ndrangheta.

Di nuovo una vittima, di nuovo una vita stroncata dalle atrocità della criminalità organizzate e questa volta il triste destino, è toccato a un giovane di soli 19 anni, Filippo Ceravolo di Soriano (Vibo Valentia), morto in ospedale nella mattinata del 2 Novembre 2012, dopo che, una scarica di pallottole, sono piombate su di lui nella giornata del 26 ottobre. L’atroce drammaticità che si è consumata, relativa a una situazione assolutamente inimmaginabile, per un giovane innocente ucciso dall’ndrangheta, sta nel fatto che non era lui la vittima, ma bensì l’autista del veicolo, il suo amico Domenico, su cui era salito per un passaggio, dopo aver fatto un veloce aperitivo con le rispettive ragazze e tornare poi a casa visto che l’indomani si sarebbe dovuto alzare presto per andare a lavorare. Pare che il conducente, fosse imparentato con il boss mafioso Bruno Emanuele e il regolamento di conti fosse dovuto al fatto che si stava creando una rivalità senza pari tra clan, che stavano inondando di sangue il Vibonese. Mentre per il giovane Filippo non c’è stato nulla da fare, chi veramente era nel mirino se l’è cavata con una semplice ferita, dovuta all’irruente caduta dell’auto, in un fossato, dopo gli spari. Lo sconcerto totale di una vicenda crudele come questa, riguarda anche il silenzio tenuto volontariamente dalla stampa nazionale, le cui uniche voci che si sono staccate dal coro sono state un giornalista locale e uno striscione dei tifosi della Juventus. Solo il 30 ottobre si è iniziato ad avere una conformazione dignitosa di ciò che è accaduto e a darne vita è stato il deputato Franco Laratta, del Pd, chiedendo al ministro dell’Interno, se fosse a conoscenza di ciò che tragicamente era accaduto a Soriano e della necessità che lo stato si facesse sentire in tutta la sua presenza. Sembra che Filippo, non avesse alcuna equivocità nelle amicizie e che neanche i genitori sappiano del perché di questo massacro. Il deputato continua:<< La gente in Calabria ha paura, lo Stato deve prendere in mano la situazione!>>. Quello che oggi si può dire con assoluta certezza è che il preoccupante silenzio della stampa e la terribile morte di un giovane che appena si affacciava alla vita, possano incentivare  ancora di più le persone all’omertà, perché, c’è l’audace consapevolezza che, criminalità organizzata, lealtà e giustizia non sempre vadano di pari passo, anzi, a volte, vittime innocenti che vivono una vita regola e quotidiana, senza essere un chissà quale importante personaggio, vengano dimenticate in un silenzio inquietante, segnando la fine di ogni speranza, perché proprio l’essere dimenticati, comporta l’incamminarsi della morte!

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