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Dove andrà Mario Monti dopo il 2013?

Si avvicina la fatidica data del voto e in Italia i giochi sono ancora tutti aperti. Nessuno è pronto a scommettere su quali saranno le coalizioni che si presenteranno alle elezioni, tantomeno chi potrebbero essere i “prescelti” (o desiderosi soltanto) per diventare futuri premier. E rimane ancora il dubbio su cosa farà l’attuale primo ministro, Mario Monti. Cerchiamo di dare una risposta, per quanto possa essere parziale, a questi interrogativi.

 

Partiamo dall’attuale primo ministro. L’economista è riuscito nel difficilissimo compito di ridare credibilità europea ad un paese sotterrato dal governo Berlusconi (non tanto dai suoi provvedimenti economici e non, ma dai vari scandali bunga bunga). Gran parte del merito, nonostante possa non essere molto apprezzato, va data proprio a Monti, in grado di creare con l’omonimo Draghi un tandem tutto italiano in grado di trascinare l’Europa fuori dalla crisi (anche se rimane ancora una strada molto ripida da percorrere). Legittimo pensare che Monti ci abbia, per così dire, fatto la bocca e che si sia ingolosito di fronte ad un possibile ruolo di primo piano all’interno dell’ UE. Indiscrezioni rivelano che il desiderio dell’attuale primo ministro sia quello di prendere il posto di Herman Van Rompuy a capo del Consiglio Europeo.

 

L’impresa non è facile per vari motivi. Innanzitutto, l’ex primo ministro belga non ha certamente sfigurato in questi anni di mandato, quindi appare improbabile che venga sollevato dall’incarico prima della fine del suo naturale termine (2014) per far posto a Monti. L’altra grande difficoltà riguarda la volontà di Monti di ridare il governo ai politici e non più ai tecnici. Così facendo infatti uscirebbe di scena nel 2013, restando a “bagnomaria” per una eventuale elezione a capo del Consiglio Europeo l’anno successivo. Abbiamo visto però le difficoltà nel mondo della politica di farsi ricordare ai posteri (a meno che non si stia parlando di Moro o De Gasperi) : pensiamo solo a Sarkozy o a Zapatero e il gioco è fatto. Il rischio concreto è che Monti venga per così dire “superato” magari da qualche membro dell’esecutivo di Hollande, che ha inaugurato una nuova strategia economica per risanare il deficit e sembra riscuotere molto successo in un immediato futuro.

 

Per non correre il rischio di uscire dalla scena, una possibilità più o meno fantacalcistica vorrebbe un Mario Monti bis alle elezioni (con Passera in lista) sostenuto da Pdl ed Udc, con alcune riserve sul Pd (attirato dall’idea di governare da solo). Fino al 2014 ci si avvalerebbe di un esecutivo tecnico-politico, per poi separarsi da buoni amici quando Monti otterrebbe la poltrona di capo del Consiglio Europeo. A quel punto si avvierebbe una crisi di governo interna che piloterebbe l’Italia verso nuove elezioni, oppure si farebbe affidamento su Passera come capo del governo fino al 2018 (anno delle successive elezioni). Fantapolitica? Mah…

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