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La7: da brutto anatroccolo a cigno splendente

Clamoroso se si pensa alla situazione di questa emittente almeno fino a 5 anni fa, assolutamente non una novità se invece la relazioniamo ai recenti dati di audience: La7 è ormai una realtà radicata nel panorama delle tv. Fino a pochi anni fa circa i 2/3 della popolazione non si spingeva mai oltre il famoso “canale 6”, perchè “si vedeva male” e “i film erano vecchiotti”. Quindi molte emittenti, tipo il “7” appunto, erano praticamente evitate, oppure se ci si passava per sbaglio subito si tornava indietro. Ora le “vacche magre” sono finite, La7 gioca in casa.

 

Se è vero che una emittente televisiva si giudica soprattutto dal modo di passare le notizie, La7 è in costante crescita. L’arrivo di Enrico Mentana come direttore/conduttore/tuttofare ha letteralmente risanato un tg quasi alla deriva, mandato in onda solo per riempire dei buchi nel palinsesto. “L’Enrico Taumaturgo”, rigorosamente giacca-cravatta per ogni edizione, ha fatto il suo attirando nuovi sponsor e nuovi giornalisti di un certo calibro, nuove grafiche avvincenti hanno svecchiato il layout e una certa oggettività politica nel trattare le notizie ha certamente aumentato lo spessore. Se poi paragoniamo il Tg “La7” con quelli degli altri canali, il gioco è fatto. “Studio Aperto”, primo tra i tg solo perchè è mandato in onda alle 6 e mezza, rasenta letteralmente il ridicolo. Ci si fa una cultura certo, ma solo di animali, coppie famose, gossip e paparazzate varie. Tg5 si mantiene stabile nell’audience, colpevole forse solo di essere nella grande scuderia Endemol, quindi considerato suo malgrado “di parte”. Tg4 rimane lo “zoccolo duro” di Berlusconi, una sorta di comizio prolungato. Sorvoliamo.

Dalla Rai le notizie invece sono un po’ diverse. Tg3 rimane molto osservato in virtù della sua suddivisione regionale, Tg2 mantiene alto il suo share ed il suo spessore culturale, Tg1 crolla sotto l’inadeguatezza di Minzolini (per fortuna silurato in tempo per l’emittente). Appare quindi chiaro come, per la classica logica della spartizione del mercato “a fetta di torta”, Mentana stia mangiando quote di ascolti non irrilevanti agli altri grandi direttori.

 

E’ però innegabile che una emittente che vive solo di tg, per quanto ottimi possano essere, fatica a campare. Ed ecco che La7 si è dotata del comico più irriverente della televisione italiana, Maurizio Crozza. Il cavallo di razza di questa sorprendente scuderia, il capitano della grande squadra sorpresa del campionato. A La7 si ride, a La7 si fa notizia. Ma non solo. Tanti varietà nuovi sono stati inseriti. Ad esempio, domenica all’ora di pranzo l’emittente si è dotata di Gianfranco Vissani per rubare il monopolio delle trasmissioni eno-gastronomiche a Rai1 e Rete4. Paradossale quindi che La7 stia prendendo fette di mercato importanti alle altre emittenti solamente facendone il verso, copiando i programmi che all’occhio dell’osservatore medio sembrano migliori. La7 sfrutta l’onda della novità per rubare pubblico, ci aggiunge quel pizzico di novità e di professionalità che serve, cattura l’occhio ed il gioco è fatto. Ora ci si spinge fino al “canale 7”. Per il resto c’è tempo.

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