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I rapporti tra Casaleggio e il Movimento 5 Stelle. I dubbi si moltiplicano.

La recente intervista rubata a Giovanni Favia, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle dell’Emilia-Romagna, nella quale quest’ultimo ha accusato Gianroberto Casaleggio di manovrare il Movimento e di imporre a tutti le proprie scelte, ha scatenato un vespaio di polemiche e di accuse reciproche. Grillo ha deciso di rispondere all’accusa di scarsa democrazia interna, creando un sistema di votazione che permetta ai simpatizzanti di poter dire la loro sui programmi del movimento, che si candida ormai a diventare uno dei protagonisti della politica nazionale.

Non tutti i dubbi, però, sono stati dissipati. Qual’è il rapporto tra Grillo e Casaleggio, e tra Casaleggio e il M5S? Per molti anni si è sempre creduto che Casaleggio fosse poco più di un tecnico che gestiva la manutenzione del blog. Ora invece si scopre essere co-fondatore del M5S, editore del blog, e ideologo che ha scritto le regole del Movimento. Inoltre, stando alle accuse, telefonerebbe di persona ai consiglieri regionali o comunali per proporre candidature o cambiamenti d’indirizzo. Accuse strumentali e infondate, fatte da dissidenti che mirano solo a una poltrona sicura o a demolire un Movimento troppo pericoloso? Forse.

Esistono però dei dati di fatto che Grillo non ha mai spiegato e che meritano una risposta, perché potrebbero minare l’indipendenza del Movimento, e con questo la “novità” che esso sostiene di rappresentare.

1) La Casaleggio Associati è un’azienda (che in quanto tale è a scopo di lucro) che, stando a quanto ha detto lo stesso Beppe Grillo, co-finanzia il M5S. Si dirà: che male c’è? In fin dei conti accade spesso che aziende o privati finanzino associazioni o partiti politici, e questo non implica necessariamente un doppio fine, almeno in teoria. Purtroppo, però, altre ragioni fanno pensare che non si tratti di un semplice “finanziamento”, ma di un vero e proprio investimento. Che, come tale, mirerebbe ad avere ritorni economici.

2) La Casaleggio-Associati, infatti, è anche l’editore dei Dvd di Travaglio e Grillo, che vende utilizzando proprio il sito Beppegrillo.it, e, ovviamente, una parte del ricavato delle vendite andrà poi all’azienda stessa. Ora, finché Travaglio o Grillo, che sono due privati cittadini, lavorano cedendo una quota dei loro guadagni all’editore che ha pubblicato i loro spettacoli o libri, non vi è alcuna stranezza.
Il problema nasce nel momento in cui un blog politico-culturale come beppegrillo.it  viene gestito direttamente da un’azienda che ovviamente ha fini commerciali. C’è dunque il rischio che i curatori del blog applichino una logica imprenditoriale a scapito di contenuti culturali e politici che potrebbero rendere poco in termini economici. Per questi motivi, l’accusa fatta a Casaleggio di decidere cosa mettere sul blog e cosa evidenziare, accusa che è stata rivolta pubblicamente da più parti del M5S, potrebbe essere tutt’altro che strumentale. Inoltre, sapere che la Casaleggio Associati ha un bilancio in perdita preoccupa ancora di più, perché significa che l’azienda non ha margini per compiere operazioni antieconomiche, ma che anzi, deve tornare a fare utili, e non occorre essere in malafede per pensare che questo potrebbe tradursi in un utilizzo più commerciale del blog.

3) Ci sono anche dei cortocircuiti piuttosto gravi. Ad Aprile, ad esempio, Grillo lanciò l’iniziativa Adagio, con la quale si vendevano dei libri allo scopo di finanziare il Blog (link1  link2). Ma cosa significava all’atto pratico finanziare il blog? Sarebbe interessante saperlo da Grillo, ma considerando che il progetto non andò in porto e si dovettero rimborsare i sottoscrittori, fa specie che la lettera di rimborso sia stata spedita proprio dalla Casaleggio-Associati. Probabilmente, come al solito, finanziare il blog significava dare una parte dei profitti alla Casaleggio-Associati, co-finanziatrice del blog. Ma è corretto che un sostenitore del M5S debba necessariamente finanziare anche Casaleggio per sostenere le idee del movimento? E ancora: è corretto che il M5S, un movimento che vive di internet, non abbia un sito autonomo, ma sia soltanto una sottosezione di beppegrillo.it, con tutte le possibili ingerenze e problematiche di cui si è già parlato?

Ricapitolando: Casaleggio è ideologo ed editore: da ideologo consiglia Grillo, da editore pubblica i suoi libri e spettacoli. E’ tecnico e promotore: da tecnico cura la grafica e l’organizzazione dei post sul blog, ma da editore deve anche pensare a promuovere i prodotti grazie ai quali l’azienda si finanzia. Finanzia e incassa: co-finanzia il blog mettendo i suoi soldi (così scrive Grillo), ma trattiene anche una parte degli utili in quanto editore. In poche parole: lo strumento con cui fa politica è lo strumento con il quale la sua azienda si mantiene. A questo punto sorge spontanea una domanda: dal punto di vista della Casaleggio Associati, il sito beppegrillo.it e il M5S, sono progetti progetti politico-culturali, o sono un investimento economico? Raramente le due cose sono conciliabili. Del resto è stato proprio Grillo il primo a dire che i soldi devono restare fuori dalla politica, e a pubblicare mappe del potere nelle quali si palesano gli intrecci tra politica e affari.

Aristotele disse “sono amico di Platone, ma ancor più della verità”. Allo stesso modo è giusto essere amici del M5S, che ha realmente portato nuove idee in politica e sta mettendo in crisi il sistema partitocratico che sta devastando l’Italia, ma occorre essere ancor più amici della verità. E bisogna ammettere che, in mancanza di chiarimenti seri e circostanziati, la verità è che se tutto questo fosse capitato al PD o al PDL, giustamente si sarebbe gridato al conflitto di interessi. Pertanto, o Grillo e Casaleggio dissipano questi dubbi, e tutti speriamo che lo facciano, oppure anche il più entusiasta sostenitore del M5S  dovrà ammettere che, ahimè, così proprio non può andare.

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