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Il fascino silenzioso di François Hollande

François Hollande e l’uomo che non ti aspetti. Dieci anni di segretario di partito, pochissimi ruoli amministrativi di livello, pacato, calmo, silenzioso. E questo uomo è in vantaggio rispetto a Nicolas Sarkozy per prendersi la poltrona dell’ Eliseo. Ecco la stranissima metamorfosi di un “eterno bambino” che passa dal non aver amministrato nemmeno il circolo anziani locale ad un paese come la Francia.

 

Per fare un paragone un po’ azzardato, Hollande è un po’ come Bersani. Oggettivamente, al cospetto del suo grande rivale del passato Silvio Berlusconi, ha sempre fatto la figura del cavolo a merenda. Ma adesso no, si prende tutti i consensi. Più per demeriti altrui che per altro. E questo succede anche a “François le rouge”. Ma bisogna dire che il super favorito delle presidenziali ha un grande sostegno interno al partito, che ha scelto con le primarie il suo candidato. In un colpo solo ha spazzato via due donne molto autorevoli, Ségolene Royale (ex candidata alle scorse elezioni) e Martine Aubry ( per carisma paragonabile alla Merkel ). Proprio come Bersani, mattatore di Dario Franceschini ( una specie di toro anti-berlusconiano ).

 

Il silenzio di Hollande evidentemente però ha un certo fascino, se pensiamo che anche i bookmakers hanno abbassato le quote per la vittoria del candidato del Parti Socialiste. Sarkozy fallisce nella sua politica, lasciando la Francia sull’orlo del baratro, con una disoccupazione giovanile persino più alta di quella italiana, e non si può tacere sulle sue colpe. E Hollande stravince. Pensiero personale, con la Aubry sarebbe stata un’altra storia, per non parlare della Royale. Ma comunque il socialismo francese sembra più forte che mai. Anche se però negli ultimi dieci giorni è stata accusata una flessione. Non di quelle che fanno preoccupare, ma possibile campanello di allarme.

 

Occhio agli estremismi. Ben tre partiti di estrema sinistra, che si prendono gran parte del voto giovanile, e soprattutto “Le Front National” di Marine Le Pen. Addirittura la terza forza secondo qualcuno, per altri la quarta dietro il leader del PC Jean Luc Mélénchon (ma occhio alla Arthaud, giovane esponente della Lotta Operaia). Bayrou e il Mouvement Democratique perdono molto consenso rispetto alle presidenziali del 2007, attestandosi quinti.

 

Hollande tace, a differenza del suo “fanfarone” rivale Monsieur le Président. Comunque vada caro François, per questa metamorfosi da dirigente locale a capo della République bleu-blan-rouge, chapeau!

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