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Il Referendum per abrogare la legge elettorale, ci sarà?

L’11 e 12 Gennaio la Corte Costituzionale deciderà sull’ammissibilità dei referendum abrogativi della legge elettorale. I comitati referendari, che chiedono l’abolizione del Porcellum ( un neologismo del politologo Giovanni Sartori), hanno raccolto 1,2 milioni di firme da parte dei cittadini e, bisogna ricordarlo, senza avere nessuna informazione da parte dei media o della politica, infatti, chi non usa internet è molto probabile che non fosse informato in merito alla raccolta di firme. Tuttavia, quasi tutti i partiti sostengono che sia necessaria un rinnovo della legge elettorale, il Porcellum è stato definito “una gran porcata” anche dal suo ideatore, l’ex ministro Roberto Calderoli. Sono due i quesiti con cui i referendari hanno chiesto l’abrogazione del modello elettorale vigente: Il primo quesito chiede il superamento integrale del Porcellum (legge 270/2005). Il secondo quesito, invece, più articolato, punta a eliminare solo i cosiddetti “alinea”, cioè le frasi con cui il sistema messo a punto da Calderoli ha abrogato le norme precedenti, cioè il Mattarellum.

Che differenza c’è tra i due sistemi elettorali?

La legge Mattarella è stata approvata in seguito al Referendum del 18 Aprile 1993, è stata in vigore dal 1993 al 2001 e viene definito un sistema elettorale “misto”. La legge funziona attraverso un meccanismo maggioritario a turno unico, viene eletto parlamentare il candidato che ha ottenuto la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio.L’assegnazione dei seggi è prevista per il 75% mediante l’elezione di candidati in collegi uninominali. Il restante 25% dei seggi viene assegnato con un meccanismo proporzionale: a Montecitorio accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%, per ogni lista viene attuato uno scorporo dei voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio; a Palazzo Madama invece, si applica il metodo proporzionale ai gruppi di candidati perdenti collegati in una lista regionale, all’interno dei quali vengono eletti i candidati sconfitti nell’uninominale meglio piazzati, una volta verificato il numero di posti spettanti in base ai voti ottenuti e applicato lo scorporo.

Nel 2005 è entrata in vigore la legge “Porcata” ( copyright di Roberto Calderoli), che consiste di un sistema proporzionale a liste bloccate, quindi l’elettore non può scegliere i candidati.L’elezione dei parlamentari dipende esclusivamente dalle scelte di partito. Per ottenere i Seggi alla Camera ogni coalizione deve superare lo sbarramento del 10% , per  le liste non collegate o per le liste collegate ad una coalizione perdente, la soglia minima rimane al 4%. Le liste collegate ad una coalizione che ha raggiunto il 10%, verranno rappresentate in Parlamento solo se raggiungono il 2%. Alla coalizione di liste più votata viene attribuito un premio di maggioranza tale da farle raggiungere i 340 seggi. In Senato invece è previsto un premio di maggioranza per garantire alla coalizione vincente il 55% dei seggi, operando attraverso un meccanismo regionale.  Al Senato le soglie di sbarramento (da superare a livello regionale) sono pari al 20% per le coalizioni, 3% per le liste coalizzate, 8% per le liste non coalizzate e per le liste che si sono presentate in coalizioni che non abbiano conseguito il 20%.

La Consulta dovrà dichiarare l’ammissibilità dei quesiti referendari, giudicando sull’omogeneità e sulla non contraddittorietà di entrambi. Quale sarà il verdetto?

 

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