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La nuova tendenza italiana: ” il taglio dei diritti”

Tagli: parola d’ordine nella società italiana, che oggi, è sicuramente in pole position rispetto ai tanti meriti, vantaggi e buone proposte che dovrebbero dilagare nel nostro paese, ma che invece, vestono i panni di fantasmi che di sostanza, non sembrano volerne prendere. Una delle aree più colpite da questa “mazzata”, riguarda l’università, dove, gli studenti, non stanno di certo passando un momento facile, per le tante agevolazioni eliminate e per la dura strada che essi sembrano dover percorrere fino ad arrivare ad un traguardo, “quasi”, ingestibile. È il caso ad esempio, dei tagli effettuati da Laziodisu, che, nel bando ufficiale, quest’anno, sono stati messi a disposizione 1595 posti letto, distribuiti tra anni successivi e matricole, per studenti fuori sede meritevoli ma privi di mezzi, ripartiti nei vari studentati romani. E sono 700 posti in meno circa, rispetto ai 2314 previsti nel bando dell’anno passato. Nonostante quindi, molti studenti, per votazione o reddito, fossero destinati a mantenere quei posti-letto, alla fine sono stati costretti ad andarsene, ma non senza protestare, i cui frutti sono arrivati in tempo, nel riuscire a protrarre per qualche giorno in più la possibilità di restare nell’alloggio occupato e organizzare meglio il trasloco imminente. Ma i problemi non riguardano soltanto la gestione dei dormitori o delle tasse, problemi ben più gravi si concretizzano, ad esempio, per i diversamente abili, il cui diritto ad avere la figura di un tutor, ad esempio, che li accompagni nello scrivere o nel gestire i vari esami universitari, viene ridotta nelle ore di presenza e  il dover scegliere tra un sostegno presente durante i corsi da seguire o nel sostegno necessario per poter comporre una tesi per l’imminente laurea è vergognoso, oltre che impensabile, perché i fondi tagliati non danno più diritto a determinati sostentamenti. Spesso, questi ragazzi, cercano aiuto nelle strutture private e altre volte se ciò non è nelle loro possibilità economiche, come accade in molte famiglie, chiedono aiuto agli studenti stessi per poter usufruire del loro tempo, anche se solo per poche ore a settimana e riuscire a portare a termine il proprio percorso di studi. Situazioni che possono essere raccontate perché vissute da vicino, o perché iniziano ad essere gridate con foga da chi di ingiustizie non ne vuole più sentir parlare, portano le persone a unirsi a unisono, in una solidarietà globale pronta a provare a cambiare una realtà criptica, difficile e diversamente realista quando evidenzia in prima pagina articoli di giornale che, riguardano, le auto blu dei politici, non ancora del tutto eliminate, per portare in giro senatori e familiari per la città in vena d’acquisti, o buoni pasto, utilizzati dagli stessi, in quanto, sicuramente bisognosi di tagliandi, che, consentono, di non erogare soldi liquidi. Esempi, esempi e ancora esempi che se continuamente appuntati, riempirebbero pagine intere di libri, quotidiani e riviste, concretizzando la stanchezza e lo sfinimento di un popolo stufo di ingiustizie e voglioso di una positività radicale!

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