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La rivincita delle quote rosa (senza farfalline)

 Fatto di cronaca passato dai tg pochi giorni fa: in una scuola superiore di Bassano del Grappa, nel Veneto, una coppietta di giovani adolescenti 15enni è stata sorpresa nel bagno dell’istituto a fare sesso. La passione divampante nei servizi dell’istituto , che è costata carissima ai due giovani, non doveva essere una novità. Ma questa volta un compagno di classe li “becca”, torna in classe e con una battuta sibillina (“Qualcuno si sta divertendo”) scatena il putiferio. Risatine sottobanco, niente di strano (si fa per dire). Poi la vicenda viene inesorabilmente “gonfiata” e arriva fino alle orecchie del preside della scuola, che senza indugio decide di sospendere gli alunni. Storia non molto originale fin qui. Ma c’è dell’altro che scoinvolge. Il maschio si becca un giorno di sospensione, la ragazza 4. L’attenuante scelta dal dirigente scolastico è che la giovane era nel bagno dei maschi, quindi aveva infranto una regola chiara nel codice etico. 3 giorni in più per sbagliare porta? La “bomba” scoppia inesorabile, e viene riesumata la classica polemica in stile Suffragette secondo cui la parità dei sessi non è ancora stata raggiunta. Probabilmente sarà pure vero, ma nessuno forse si sta rendendo conto che il potere in questo momento è in mano alle donne. La rivincita delle quote rosa.

 

Non è utopico come ragionamento. Delle 5 personalità più conosciute attualmente in Italia nei ruoli di prestigio, 3 sono donne. Se escludiamo Napolitano e Monti, abbiamo Elsa Fornero, Emma Marcegaglia e Susanna Camusso. Discusse certo. Ma di certo non “mollaccione” (o “bamboccione” o “sfigate” come va di moda da un paio di anni). La Fornero sicuramente è la più criticata del trio, ma dalla sua bocca attualmente pende un paese intero. L’attuale presidente di Confindustria, alla fine del suo mandato, ha caratterizzato il passaggio dal Berlusconismo alla nuova “Terza Repubblica”. La leader della CGIL è una dura, vecchio stampo, di quelle che se non fai le cose come vogliono si imbestialiscono e ti muovono guerra finchè campano. Tre donne per il nostro futuro. Come le tre Parche della mitologia classica, che decidevano vita e morte degli uomini.

 

Ma tre è il numero perfetto, rimaniamoci sopra ancora un po’. Ci sono altre tre donne che hanno dato una svolta molto forte in questi ultimi giorni al genere femminile. E provengono da Sanremo. Criticato quanto volete per Celentano/Luca e Paolo/I soliti idioti/ musica scadente/ ragazzi dei talent ecc ecc ecc. Ma le tre finaliste erano tutte del “gentil sesso”: Emma (la vincitrice), Arisa e Noemi. Tra l’altro con delle belle canzoni. Tra l’altro anche giovani. Donne e giovani. Segnale di cambio, rinnovamento, mutamento?

 

No. Qualcuno dirà che sempre da Sanremo è giunto l’esempio peggiore di femminilità: Belen Rodriguez e la sua “farfallina” in diretta Tv. Ma sempre dal teatro Ariston è Geppi Cucciari, che ha monopolizzato la scena l’ultima serata conquistando in brevissimo tempo tutta la platea. Altra donna forte, decisa, ironica. E soprattutto è apparsa dal nulla la figura di Simona Atzori. Ballerina da 8 anni, senza gli arti superiori. Esibizione commovente. Gettata nel dimenticatoio dei giornali perchè il vero caso era una farfallina mostrata con spavalderia.

 

Basta guardarsi intorno e si vedono esempi di grandi personalità femminili. Per i fan di Zelig emerge Teresa Mannino con la sua pungente ironia. Per gli affezionati dell’ “Isola dei Famosi” Valeria Marini che monopolizza la scena in barba ai suoi colleghi dell’altro sesso. E poi tantissime altre, non solo in tv ma anche nella vita comune. Perchè per essere grandi molto spesso si parte dal piccolo. Senza essere pagate con ingaggi milionari, a volte neanche arriva uno straccio di stipendio. Ma nessuna di loro cede, tutte con le unghie e con i denti per dire che non sono “radical chic” o semplici ornamenti della società maschilista. Sono nei ruoli più importanti. Le donne hanno in mano il futuro, piaccia o no.

 

Per una farfallina che tenta di mostrarsi alle telecamere in cerca di notorietà, ci sono altre aquile che invece spiccano il volo decise e convinte. Belen questa volta ha toppato. Ha vinto la donna, quella vera.

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