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Liberalizzazioni: niente modifiche su taxi, farmacie e banche

Il pacchetto di liberalizzazioni (il cosiddetto “Cresci-Italia) è un palloncino sgonfio. Il passaggio in Commissione Industria al Senato, con migliaia e migliaia di emendamenti sta togliendo tutte le novità introdotte. Abolità l’autorità che doveva valutare il numero dei taxi e la loro eventuale extraterritorialità. Tutto ritorna ai Comuni, i quali non hanno di certo intenzione di combattere con i taxi. Nel caso vengano inserite nei contratti con i consumatori delle clausole vessatorie, si rischiano multe dall’Antitrust fino a 50 mila euro. Le banche potranno vincolare, come prima, la concessione di un mutuo o di un prestito al consumo alla sottoscrizione di una poliza vita, ma la stessa può essere scelta dal cliente anche in maniera autonoma. Resta solo il divieto di obbligare chi chiede un mutuo ad aprire un conto corrente. Sulle farmacie nessuna modifica, ma si pensa di cancellare l’ampliamento del 25% delle farmacie oggi esistenti. Per quanto riguarda le norme sul Tribunale delle imprese e sulle “imprese per giovani ad un euro”, è tutto bloccato. Costi alti e nessun finanziamento. Assicurazioni: non verranno più pagati i danni fisici di lieve entità, come il colpo di frusta. Aumento delle pene in caso di simulazione di danno: da 1 a 5 anni invece che da 6 mesi a 4 anni. Nasce l’anagrafe testimoni e l’anagrafe danneggiati, per evitare le truffe; ma l’aggiornamento dipende sempre dalle risorse che verranno stanziate, per ora nulle. Viene cancellato il taglio del 30% previsto inizialmente per chi si faceva riparare l’autovettura dal meccanico di fiducia, anche se convenzionato. Infine, cancellate le tasse bancarie per chi paga la benzina (fino a 100 euro) con bancomat o carta di credito.
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