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L’ignoranza uccide, i terremoti no!

In questi giorni, sui media nazionali e locali, non sento altro che la solita manfrina tragi-drammatica che accompagna tutte le notizie relative al terremoto. Le notizie iniziano incalzanti e subito ci viene proposta una stima delle persone che hanno perso la vita. Subito dopo arrivano i primi riscontri in diretta e le immagini riprese dai cellulari vengono rimbalzate in rete e riproposte ogni cinque minuti nelle edizioni speciali. Si parla di immane tragedia. Vengono intervistati specialisti del settore alternati da interviste alla popolazione ancora sotto shock e alle apocalittiche previsioni maya. Non si capisce niente, le immagini chiariscono ancora meno. I giornalisti mostrano i danni del terremoto e le strade vuote. Ma guarda un po’ci sono le strade vuote! La colpa naturalmente è del terremoto. La gente spaventata che non sa come agire, le case costruite senza norme sismiche perché qualcuno ha detto che la pianura padana non è sismica, i patrimoni d’arte lasciati al loro destino (inesorabile?), sciacallaggio, é tutta colpa del terremoto, deve esserlo!
Sarebbe troppo devastante scoprire che certe cose si possono prevedere o addirittura evitare, a qualcuno, forse a molti, potrebbe venire un travaso di bile. Son passati solo tre anni dall’ultimo terremoto in Abruzzo e si è fatto poco o niente per insegnare alla popolazione come affrontare effettivamente i rischi di un terremoto, ne tanto meno sono state fatti interventi al fine di valutare le reali condizioni sismiche dei vari territori.
Sono d’accordo con Paolo Giuliani, studioso di sismologia venuto alla ribalta per aver previsto il terremoto aquilano e al quale allora non venne dato ascolto, quando dice ”non serve la protezione civile ma la prevenzione civile per difendersi dai terremoti”. In questo senso in Italia manca una tale cultura della prevenzione e della sicurezza: sia di fronte a una calamità naturale sia al più banale incidente. Per quando riguarda i sismi sono più di trent’anni che ci portiamo dietro questa mancanza di prevenzione e sicurezza degli edifici. Mentre i Giapponesi hanno edifici in grado di resistere a scosse molto più forti delle nostre e la gente,compresi i bambini, sa come comportarsi durante una calamità, qui in Italia siamo sempre in balia degli eventi (anche quelli più banali). Di quanti morti abbiamo ancora bisogno prima di comprendere che l’unico modo per tutelarsi è la prevenzione e l’informazione tra le persone?
Tanto per fare un esempio molti pensavano che la pianura padana sia un territorio non sismico, falso! Sarebbe bastato guardare gli archivi storici dell’ottocento e novecento per scoprire che un tale fenomeno si era già verificato. Tale noncuranza ha portato  costruire edifici poco resistenti aGLI eventi sismici. L’ignoranza uccide, i terremoti no!

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