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L’italia poco organizzata contro il freddo. Le proteste dei cittadini.

Tutta l’Europa è alle prese con il freddo siberiano, sulle pagine on-line dei giornali di tutta Europa sono mostrate le immagini del gelo, alcune città dell’estremo nord come Stoccolma o Mosca sembrano essersi fermate sotto una coltre di ghiaccio e una luce bianca che avvolge tutto il paesaggio. Nonostante ciò, nei paesi del nord, a parte pochissime eccezioni (la chiusura dell’aeroporto di Londra- Heatrow), tutto funziona come dovrebbe funzionare e non ci sono stati molti disagi nei trasporti. Ovvio, si potrebbe pensare, al Nord sono abituati a queste temperature rigide e sono abituati a convivere con la neve nei mesi invernali. Però dovremmo anche renderci conto che in Italia, ogni fenomeno atmosferico diventa una situazione di disagio: la pioggia, la neve, il caldo, il freddo. Tutto in Italia è eccezionale sia il caldo sia il freddo. Ma non è che magari siamo poco organizzati contro qualsiasi cosa? Sembra quasi che ci piaccia essere sempre in emergenza meteo. Purtroppo questo succede perchè il nostro Paese non fa prevenzione ma si limita  alla conta dei danni o dei disagi che le situazioni “accidentali” e “imprevedibili” comportano. Intanto ogni giorno siamo bombardati da decine di previsioni meteo su ogni rete televisiva. Il problema grosso dell’Italia è che pecchiamo di poca organizzazione sia nelle città sia nelle periferie. Dopo ogni evento “eccezionale” tutti polemizzano contro la protezione civile o con i sindaci di turno. Ma perchè a livello locale e statale nessuno si occupa seriamente della manutezione delle strade, della pulizia dei fiumi, dell’organizzazione di un piano alternativo in mancanza dei mezzi necessari per garantire un servizio pubblico decente, per non parlare della celerità tutta italiana con cui ripuliamo le strade. Se ciò non fosse  quantomeno possibile, non si capisce come la gente possa vivere nei paesi del Nord. Anche noi ne siamo in grado, bisognerebbe solo trovare la voglia di far risolvere questi problemi alle amministrazione locali, che si devono occupare primariamente della vita quotidiana dei cittadini cercando di garantire sempre un minimo di servizio pubblico.

In questi giorni le polemiche dilagano, soprattutto nella Regione Lazio. I cittadini protestano per come è stata gestita “l’emergenza”, protestano contro Alemanno, contro la Protezione Civile. In tutta Italia invece si protesta contro l’inefficacia, per l’ennesima volta resa evidente, del trasporto ferroviario statale. LaFederconsumatori Lazio si dichiara “al fianco dei cittadini per i danni subiti in conseguenza della mancanza di un adeguato piano idoneo a fronteggiare un evento atmosferico previsto da giorni”, mentre sul carattere piu’ o meno eccezionale del tempo la Pubblica Amministrazione, la Protezione Civile, i gestori di servizi pubblici per la mobilita’ e l’energia si rinfacciano le responsabilita’, gli effetti evidenti della mancanza di un adeguato piano maltempo sono sotto gli occhi di tutti i cittadini ed aggiungono la beffa al danno. Finita l’ondata di polemiche, come sempre nessuno si preoccuperà più di prevenire questi possibili disagi. In queste ore, sulla homepage di Repubblica, stanno arrivando tantissime segnalazioni dai cittadini, la maggiorparte residenti in Lazio. Ne riportiamo alcune per far capire quanto il nostro paese sia lontano dall’essere un paese quanto meno capace di organizzarsi nei momenti di emergenza.

Questi cittadini sembrano essere stati abbandonati dallo Stato che non fa il proprio dovere.

Elena Valvo, Roma
Io porto all’attenzione di tutti l’assurdità della decisione di tenere chiuse le scuole domani. Ancora una volta si scarica  sulle famiglie (le donne) la gestione della vita sociale. Altro che parlare di conciliazione tempi di cura – tempi di lavoro! ma Alemanno lo sa che gli uffici privati e pubblici domani sono aperti oppure dal suo mondo di privilegio si è dimenticato che i comuni mortali non hanno tate e domestici?


Monica Grossi, Pratica

Nelle contrade di campagna di Patrica, a 14 chilometri da Frosinone, da venerdì mancano acqua, elettricità e telefono. Impossibile usare il riscaldamento. Impossibile comunicare via cellulare (le batterie si stanno scaricando). Impossibile uscire di casa. Ieri pomeriggio l’unico intervento pubblico: uno spazzaneve che ha rimosso la neve dalla strada accumulandola ai bordi e bloccando l’accesso ai vialetti privati che erano stati sgomberati dai proprietari. Nessuno ha sparso sale. Le vie di accesso al paese e a Frosinone sono impraticabili. Nessuno risponde al telefono del municipio. In tre giorni nessun mezzo della polizia municipale ha tentato di raggiungere i residenti bloccati nelle proprie case.

Maria, Torrevecchia, Roma
Nonostante noi cittadini della zona paghiamo quote onerose al consorzio, ad oggi la situazione è la seguente: via Cogoleto, via Taggia, via Cairo Montenotte, via La nebbia, via Lardaria e zone limitrofe, tutti i marciapiedi sono ghiacciati, alcune strade ghiacciate, non passano i servizi pubblici da venerdì. Alberi caduti, tantissimi, sono venuti i vigili urbani che hanno applicato una fascia gialla, ma la rimozione a oggi non è stata fatta. Nessun mezzo spargisale, ancora cumuli alti 50 centimetri tra una macchina e l’altra, praticamente impossibile muoversi senza catene, considerata la zona, la più alta di Roma, 115 metri sul livello del mare, e tutte le strade con ripide, discese e salite.

 

 

 

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