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Modern Monetary Theory. Dagli Usa contro l’austerity adottata dall’Europa.

La Modern Monetary Theory è una nuova teoria economica “partorita” dalla grande crisi economica del 2008  negli Stati Uniti, a sostenerla molti nomi di economisti illustri provenienti da svariate Università Americane.  Questo gruppo di economisti americani sembrano criticare aspramente la cura dell’austerity promossa dall’Europa e principalmente dalla Germania. Secondo loro, i tagli alla spesa pubblica e l’aumento delle tasse in un momento di recessione non fa altro che peggiorare la recessione bloccando il potere d’acquisto dei cittadini. L’articolo di Federico Rampini, che riporta la notizia, pubblicato il 21 Febbraio su “La Repubblica” è stato ripubblicato sul sito del Governo Italiano nella parte dedicata alla rassegna stampa. Il Governo Monti insieme ai governi di altri 11 Paesi Europei, ha firmato una lettera-appello inviata a Bruxelles che chiede misure più audaci per la crescita e mercati interni più aperti. La lettera non avuto la firma di Francia e Germania, ormai ribattezzate ” Merkozy”, per sottolineare la convergenza di interessi della cancelliera Merkel e del Presidente Sarkozy. La ricetta anti-crisi promossa fortemente da Merkel infatti è una vera e propria ricetta di austerità: prima di tutto bisogna ridurre il deficit pubblico degli Stati non virtuosi sotto la soglia di rischio e poi la crescita verrà da sola. Monti, dopo aver approvato una manovra finanziaria votata completamente all’austerità, sotto il pesante dictat della Bce, ora promuove la fase della crescita, sostenendo che solo l’austerità non basta per venire fuori da una recessione in cui l’Italia è già entrata da tempo.  La novità è che dagli Stati Uniti arriva una ricetta anti-crisi che boccia totalmente le misure attuate in Europa. Si sa che le grandi crisi generano grandi idee. Così era stato anche dopo il 1929, quando l’Occidente uscì dalla pesante crisi  utilizzando il pensiero di John Maynard Keynes che inventò le politiche sociali del New Deal e la costruzione del moderno Welfare State. La Modern Monetary Theory ha l’ambizione di adattare il pensiero di Keynes alle sfide del XXI secolo. Questa rivoluzione copernicana dell’economia porta il nome illustre  di James K. Galbraith, docente di Public Policy all’Università del Texas e consigliere personale di Obama. La nuova teoria sostiene che il deficit e il debito pubblico possano avere un effetto benefico perciò quello che in queste ora sta succedendo ad Atene non è solo  controproducente perchè sbagliato nei tempi, tagliando potere d’acquisto nel bel mezzo di una recessione, ma è anche concettualmente assurda. I teorici dell Mmt hanno provato a capire perchè nel trattato di Maastricht si era stabilito che il deficit pubblico non doveva superare il 3 % del Pil, oppure perchè oltre la soglia del 60% si ritenga che il debito pubblico non sia più sostenibile. Ebbene, ne è venuta fuori una confusione, in realtà queste cifre sono alquanto convenzionali e non rappresentano dati certi.Non ci sarebbero prove empiriche a sostegno di tali cifre imposte dai tecnocrati del Fmi, della Commissione Ue e della Bce. La Mmt sostiene che non ci possono essere tetti razionali al deficit e al debito sostenibile dagli Stati perchè le banche centrali hanno un potere illimitato di finanziare questi disavanzi stampando moneta. Ecco la soluzione: stampare moneta. La via della crescita deve passare attraverso un rilancio di spese pubbliche in deficit da finanziare usando la liquidità delle banche centrali. C’è sempre più bisogno di terapie nuove contro la crisi, il pensiero unico è ormai screditato.

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