Nè con Vendola,nè con Casini:la solitudine di Matteo Renzi Reviewed by Momizat on . Il triangolo no, non l'ha proprio considerato.Infatti  Matteo Renzi  farà a meno delle alleanze con Sel e Udc. In un’intervista al quotidiano Avvenire, ha fatto Il triangolo no, non l'ha proprio considerato.Infatti  Matteo Renzi  farà a meno delle alleanze con Sel e Udc. In un’intervista al quotidiano Avvenire, ha fatto Rating:
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Nè con Vendola,nè con Casini:la solitudine di Matteo Renzi

Il triangolo no, non l’ha proprio considerato.Infatti  Matteo Renzi  farà a meno delle alleanze con Sel e Udc. In un’intervista al quotidiano Avvenire, ha fatto  sapere che correrà da solo alle prossime politiche in caso di vittoria alle primarie,”senza i partiti,con gli italiani”. Il sindaco di Firenze ha motivato così la sua presa di posizione: riferendosi a Sel ha detto che “se esiste una atroce responsabilità storica della sinistra radicale è quella di aver fatto cadere il primo Prodi aprendo la strada a un inciucio Cossiga-Mastella-D’Alema. Una pagina triste e in Parlamento con quella sinistra radicale c’era Nichi Vendola”. Riguardo a Casini, invece, si è così espresso: “Ha spiegato in tutte le lingue che preferisce Bersani. Beh lo accontento. Possano stare tranquillamente insieme, io preferisco stare con i cittadini”.

Il “rottamatore” è fermamente convinto che il Pd possa farcela da solo, senza l’aiuto di mediazioni. Al quotidiano della Cei ribadisce che “la sola stella cometa è la governabilità e  su questo il centrosinistra non è mai stato credibile perché negli ultimi anni due volte ha vinto e due volte ha litigato”. Secondo Renzi  lo scenario ora sarà diverso: “Questa volta è concreta la possibilità di farcela, il cambiamento non è mai stato così vicino. Lo vogliamo noi, ma soprattutto lo vogliono gli italiani. Ma la nuova stagione non passa dagli accordi di potere, non prende forma dietro un’estenuante ricerca di equilibri e dietro infinite trattative. Mi sta a cuore solo la nostra capacità di raccontare un progetto credibile per l’Italia”.

Se la sua corsa solitaria sembra ora solo una delle possibili alternative, qualche “certezza” invece arriva da alcuni sondaggi, secondo i quali Matteo Renzi porterebbe più voti  al Pd nelle prossime politiche più di quanto non possa fare Bersani. I suoi consensi arriverebbero dalla cerchia dei “delusi” dai partiti e dallo stesso Pd. Secondo una rilevazione Ipsos, la percentuale dei voti che porterebbe a casa si aggira attorno al 45%. Questo cospicuo consenso popolare gli permetterebbe di governare da solo, facendo a meno delle ammucchiate che la modifica alla legge elettorale obbligherebbe a fare.

Non sono mancate le frecciatine a Bersani,che si era lamentato in merito all’accordo sulla legge elettorale che ha escluso i Democratici. “Capirei la sua rabbia se in questi mesi si fosse comportato in maniera trasparente. Invece il gruppo dirigente del Pd non ha ascoltato il dolore della base, degli iscritti, delle associazioni. Chiedevano una legge elettorale chiara e invece i vertici del partito hanno fatto capire di essere più volte pronti a chiudere un accordo su un sistema di voto che non se non era il ‘porcellum’, era qualcosa che gli assomigliava molto”- ha tenuto infine a precisare il sindaco di Firenze.

In seguito a queste dichiarazioni, Matteo Renzi ha voluto sottolineare che , in caso di sconfitta, non andrà in Parlamento sotto comando di Bersani e lancia una sfida ai contendenti:”Vorrei lo stesso atteggiamento da parte di altri. Chi perde dà una mano ma senza legare i propri contenuti a una sistemazione personale. Niente sgabelli”. Renzi mette fin da subito le cose in chiaro, perché si sa “uomo avvisato,mezzo salvato”.

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