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Nuove coalizioni elettorali? Basta guardare Verona

 

Verona è il laboratorio nazionale per le nuove alleanze politiche del post-berlusconismo. Adesso tutti i partiti in uno sforzo di responsabilità nazionale sostengono il premier Monti, ma di sicuro (Große Koalition alla tedesca a parte) alle elezioni andranno divisi. Non tutti, forse qualcuno sarà alleato. E quale banco di prova migliore delle elezioni amministrative per scoprirlo?

 

Si diceva di Verona appunto. Qui la sfida sembra senza storia. Flavio Tosi è ricandidato sindaco con ottime possibilità di rielezione in una città che stravede per lui. Della vecchia coalizione che lo sostenne nel 2007 però rimane ben poco. Quella coalizione era ancora formata da Pdl, Udc, Lega, Lista Tosi (civica che raccolse un ottimo successo) e altri partiti minori. Ora di sicuro c’è solo la Lega, più i Pensionati. In effetti nemmeno la lista civica sembrerebbe apprezzata dal consiglio superiore del Carroccio, che vede in questa formazione un possibile “enclave” di berlusconiani soddisfatti della amministrazione appena trascorsa e quindi desiderosi di sostenerla ancora senza però entrare nella Lega. La questione vera è un’altra: il Pdl dove sta?

 

Il Pdl ora brancola nel buio. Dopo le recenti elezioni interne al partito per stabilire gli amministratori provinciali e cittadini, l’acqua sembra essersi calmata. Ma lo tsunami potrebbe sempre arrivare, tra le varie correnti che non sono ancora concordi nello stabilire il nome del candidato sindaco. Di certo c’è solo che questa volta Berlusconi non supporterà Bossi, anche se sarebbe più corretto dire che sia il Senatur a non volere più il Cavaliere (riferendosi per antonomasia ai partiti). A livello cittadino infatti sono stati molti i segnali di distensione lanciati dai liberali di Alfano. Secchi i niet della Lega, che ha troppa fame di poter vincere per la prima volta in un vero comune di livello e senza aver bisogno di uno scomodo alleato per raggiungere la maggioranza. Complice l’insediamento del governo Monti, certamente i rapporti tra le due forze non erano particolarmente idilliaci. Ed ora Alfano si ritrova a dover scegliere un candidato sindaco per Verona, senza la scontata rielezione che avrebbero avuto con Tosi. Quindi si cercano alleanze, soprattutto nell’Udc in virtù di una comunanza ideologica nel Ppe. De Poli, segretario regionale del partito di Casini, sembrerebbe intenzionato a studiare seriamente la proposta per creare il famoso polo moderato che il leader cattolico vuole costruire da tempi immemori. Fini e Rutelli chiaramente seguono a ruota, è impensabile che a Verona (nonostante i Futuristi siano una buona percentuale e abbiano già una civica in campo) il Terzo Polo si schianti. Oppure Casini deciderà di andare da solo, fregarsene di Berlusconi e, perchè no, prendersi una bella rivincita rubandogli un buon numero di voti tanto da scavalcarlo? Al momento la possibilità principale rimane questa, ma non si escludono colpi di scena in virtù della machiavellica “ragion di Stato (o in questo caso di “Comune”).

 

In tutto ciò si muove il Pd, che con la tattica delle primarie sta fortemente rivoluzionando la sua struttura gerarchica. Qui però niente si è rotto, tutte le sinistre da Vendola a Bersani sono concordi nel sostenere l’ambientalista Michele Bertucco. Possibile avvisaglia di una fantomatica sinistra unita? Difficile a dirsi ora, possibile comunque nel lungo termine.

 

Dunque Verona è più che mai il vero laboratorio di tutti i partiti (tra cui si nota anche il nuovo Partito delle Aziende, che lancia i suoi candidati alle amministrative in tutta Italia sperando in un buon consenso). Da un lato una Lega che vuole staccarsi dal suo padre-padrone e vincere, se non altro almeno al Nord (o magari solamente a Verona), dall’altro un possibile polo moderato formato da Pdl e Udc (ma rimane sempre più probabile l’ipotesi “ognuno a casa sua”), dall’altro una sinistra unita (forse solo qui, forse neanche qui dopo il voto). Si dice sempre che le elezioni amministrative significhino poco perchè la politica vera è un’altra cosa. Magari stavolta non è così.

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