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Primarie: Il passo indietro di Grillo

 

In un panorama politico che di esaltante ha ben poco, un motivo, benché minimo, di fiducia ed esaltazione ci era stato dato dal capo del Movimento 5 Stelle (ma quale capo, usiamo il ben più umile modo in cui egli stesso usa chiamarsi: megafono!) Beppe Grillo riguardo al concorsone che, senza penalizzazioni di punteggio per il cittadino comune, avrebbe portato con il semplice invio del proprio curriculum alla selezione dei candidati alle primarie per il M5S. I parametri di giudizio nella valutazione del profili ricevuti sarebbero stati incontestabili, in quanto si sarebbe tenuto conto non di eventuali esperienze pregresse maturate in politica, no! Non della militanza attiva o passiva in un partito, no! Ma semplicemente delle competenze, della fedina penale pulita e dell’onestà morale del candidato!

Un Urrà per Grillo, allora, avremmo pensato tutti. Che bell’esempio di politica dal basso, di intransigenza morale, quale sfoggio  di democrazia. Ci sembrava quasi di essere tornati nella Grecia antica, e che avremmo potuto far sparire Fiorito e Maruccio con l’ostracismo: ecco, prendo un pezzo di un vaso rotto (adattandola ai giorni nostri, potremmo dire di un piatto di Ikea), voto e il ladro è cacciato! La favoletta purtroppo ha avuto vita breve. La sera stessa del successo ottenuto alle primarie in Sicilia, infatti, Grillo ha emanato un comunicato politico in cui, oltre a nominarsi per la prima volta capo politico del movimento, informa in modo molto mesto i gentili elettori che alle prossime elezioni politiche potranno avanzare la loro candidatura online solamente i militanti che già si candidarono col Movimento 5 Stelle alle amministrative degli anni passati. Il che porta la rosa dei concorrenti alle posizioni di deputati o senatori a diminuire drasticamente: non trattandosi si Pd o Pdl, gli ex militanti si riducono a qualche centinaio di fedeli.
Reale cambio di programma o premeditata truffa ai danni dei cittadini illusi di veder finalmente trionfare, come i buoni alla fine delle fiabe, i meritevoli in questa politica malsana? Il passo indietro di Grillo, in direzione antidemocratica, non sarà senza ripercussioni sul piano del favore popolare, ma nemmeno della stampa e delle istituzioni.
Il comico torna a farci ridere, ma questa volta si tratta di un riso amaro.

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