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Proteste in Sicilia: pochi ne parlano!

L‘alba del terzo giorno, l’alba silenziosa. La Sicilia si ribella alle ingiustizie e sciopera, ma pochi ne parlano. Qualche sussurro sulle televisioni nazionali, nulla di più.  Terzo giorno in Sicilia del blocco dei tir, proclamato dal movimento ‘Forza d’urto’. Questa sigla che raccoglie i camionisti aderenti all’Associazione imprese autotrasportatori siciliani, agricoltori riuniti sotto la sigla di ‘Movimento dei forconi’ e pescatori. Da lunedì scorso sono proprio loro a bloccare strade, ferrovie, porti, per protestare contro l’aumento del prezzo dei carburanti e delle tariffe autostradali. Sono determinati e anche esasperati da questa estenuante situazione. Il governo si è dimenticato di loro e di tutti gli italiani, facendo solo il suo interesse. Questo non è più accettabile.

A Palermo la situazione è monitorata dalla Polstrada. Il traffico è normale e ordinato Da sottolineare che non sono stati segnalati problemi di ordine pubblico causati dalla protesta. Solo alle pompe di benzina si registrano lunghe code di automobilisti “in cerca” di carburante.

Sempre a Palermo continua il presidio davanti all’ingresso del porto e nei pressi della circonvallazione, all’ingrasso di via Oreto e all’altezza dello svincolo di Villabate. Lungo lo scorrimento veloce Palermo-Agrigento, all’altezza dello svincolo per Bolognetta, ci sono un centinaio persone e una quarantina di mezzi pesanti.

VIABILITA’

Un nuovo presidio è previsto nei pressi dello svincolo per Lercara Friddi. Stamattina è in programma una manifestazione di protesta sempre sulla Palermo-Agrigento, in direzione della città dei Templi, tra Lercara Friddi e Castronovo di Sicilia. Nel catanese due nuovi presidi si sono aggiunti stamattina a quelli di ieri: lungo la Statale 385, all’altezza del bivio di Mineo, e a Caltagirone, nella zona del cimitero.

Si aggiungono a un blocco lungo la Statale ‘Catania-Gela, all’altezza de bivio di ‘Iannarello’, a uno già esistente nei pressi di Castel di Judica. Permangono i blocchi organizzati a Catania, nel piazzale antistante il porto; nella Zona industriale, all’altezza della Rotonda della VIII Strada; nei pressi dello svincolo ‘Paesi Etnei’ della Tangenziale; ad Acireale, all’altezza del bivio dell’hotel Horizzonte, lungo la Statale 114; nei pressi della frazione Trepunti, a Giarre.

Perché se ne parla poco? I governanti hanno paura del popolo! Tocca a noi cittadini spargere la notizia! Impariamo ad essere una nazione: non sono i siciliani che protestano, ma una parte degli italiani!

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