Quando una prima pagina può rovinare una giornata Reviewed by Momizat on . Tutti avrete certamente visto la copertina de “Il Giornale” del giorno 27 gennaio. Si esatto, il giorno della memoria. Solitamente, in ogni paese civilmente edu Tutti avrete certamente visto la copertina de “Il Giornale” del giorno 27 gennaio. Si esatto, il giorno della memoria. Solitamente, in ogni paese civilmente edu Rating:
Home » Articoli Vari » Quando una prima pagina può rovinare una giornata

Quando una prima pagina può rovinare una giornata

Tutti avrete certamente visto la copertina de “Il Giornale” del giorno 27 gennaio. Si esatto, il giorno della memoria. Solitamente, in ogni paese civilmente educato si cerca di ricordare quello che è successo,vale a dire i milioni di ebrei morti nei campi di concentramento nazi-fascisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Invece no. Il giorno 27 gennaio viene usato da “Il Giornale” come il mezzo per farsi portavoce di una campanilistica, quanto inutile per il modo in cui è stata trattata, battaglia patriottica Italia-Germania. Vorrei solo ricordare però che non siamo ai mondiali di calcio, rugby o curling che sia. Questo rende tutto più complicato.

Procediamo con ordine. “Il Giornale” esce in edicola con un accattivante titolo “A noi Schettino, a voi Auschwitz” (potete vederlo anche sul nostro blog). Il tutto originato da una polemica intavolata dal tedesco “Der Spiegel” che, in perfetta sintonia con quello che dice praticamente tutto il mondo, descrive la situazione italiana come quella avvenuta sulla Costa Concordia. Uomini che, in tempi di crisi, abbandonano la nave per salvarsi la pelle e lasciano ad altri il duro compito di tirarla su prima che affondi. Il paragone era certamente forte, Berlusconi come Schettino. Insulto troppo forte per gli uomini de “Il Giornale”, dipendenti dello stesso ex premier. Ed ecco lanciata la controffensiva. Che però arriva nel peggiore dei modi.

In effetti, seguendo il filo logico (o presunto tale) dei giornalisti ideatori della prima pagina, loro non dovrebbero ridere tanto, in quanto hanno colpe ben più gravi sulla coscienza. Il sasso era stato lanciato, ovviamente non si poteva ritirare la mano. Occorreva solo che un tale insulto venisse captato da chi di dovere.

Il messaggio è arrivato chiaro e tondo a tutte le associazioni che si sono impegnate per organizzare la giornata della memoria, , nelle sinagoghe e nelle case dei semplici lettori e cittadini. La pagina Facebook de “Il Giornale” è stata letteralmente assaltata da commenti di protesta, le comunità ebraiche giustamente si indignano promettendo azioni successive, l’Albo dei Giornalisti attacca duramente la testata filo-berlusconiana. Un putiferio, proprio nel giorno in cui non ci doveva essere.

Non possiamo dimenticare che anche noi in quanto italiani siamo coinvolti in questo orrore. Con le Leggi Razziali anche noi siamo entrati in questo triste circolo vizioso, in cui milioni di persone persero tragicamente la vita. Anche noi abbiamo fatto il nostro in questa pagina di storia contemporanea. E a mio parere non è nemmeno giusto generalizzare. Le colpe di un dittatore non vanno allargate alla cittadinanza intera, o almeno non le più estreme conseguenze. I tedeschi non sono tutti Auschwitz, gli italiani non sono tutti Schettino. Ma se l’ultima frase non è stata detta dai giornali stranieri (se non parlando di Silvio Berlusconi), la prima invece è stata pubblicata.

Nel giorno del silenzio, del ricordo, della commemorazione e della necessaria tranquillità per riflettere si è alzato un polverone che non fa certamente bene a nessuno. Scuse e rispetto, serve solo questo. Ma non rispetto per Schettino, per il direttore de “Il Giornale”, per i tedeschi. Rispetto per loro, i milioni di morti nei lager. E’ il minimo.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/5 (1 vote cast)

Quando una prima pagina può rovinare una giornata, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su