Schizzinosi e schizzati Reviewed by Momizat on . Le parole di Elsa Fornero si commentano da sole. Inutile arrabbiarsi, inveire, imprecare. La sua affermazione si commenta da sola, non solo perché questa signor Le parole di Elsa Fornero si commentano da sole. Inutile arrabbiarsi, inveire, imprecare. La sua affermazione si commenta da sola, non solo perché questa signor Rating:
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Schizzinosi e schizzati

Le parole di Elsa Fornero si commentano da sole.

Inutile arrabbiarsi, inveire, imprecare. La sua affermazione si commenta da sola, non solo perché questa signora predica bene e razzola male (si veda quanto poco sono choosy i figli suoi e della restante classe di governo), ma perché risulta essere provocatrice, irrazionale, priva di logica e umanità.  Lavoro non ce n’è, è un dato di fatto. Come evidente è, al contrario, la presenza di buona volontà da parte dei giovani italiani, a volte ingenui, a volte un po’ mammoni, ma lavoratori, spesso, fino al sacrificio. Già, perché quando il lavoro scarseggia non puoi permetterti di non lavorare. Ecco, dunque, che appaiono i lavori più infami, mal retribuiti, senza alcuna garanzia: operatore part time in un call center, cameriere a tempo determinato, vendemmiatore (sì, conosco un mio compagno di corso che, per riuscire a pagare le rette dell’università, si improvvisa contadino). Naturalmente evito di citare quei ragazzi che, dopo qualche anno in fabbrica, si ritrovano a casa, in cassa integrazione, perché l’impresa in cui lavoravano ha preferito investire in qualche paese sperduto dell’Est piuttosto che rilanciare una valle del nord Italia. Dunque, ministro Fornero, dove sono i ragazzi schizzinosi? Che poi pure la parola “schizzinosi” (o choosy per essere corretti) implicherebbe un’ampia dissertazione. Ha senso definire un uomo schizzinoso unicamente perché si rifiuta, magari dopo cinque anni di studio, di intraprendere una carriera che non solo non c’entra minimamente con ciò che ha appreso (e per cui si è preparato), ma che implica uno stipendio da fame e nessuna certezza sociale ed economica? No, il lavoro è un diritto. Esso non rende liberi, ma sicuramente rende dignitosi. Esso rende l’individuo partecipe della vita della communitas in cui vive, e lo prepara a diventare cittadino del mondo, per questo il lavoro ha necessità di essere, e di essere dignitoso. Questo, signor ministro, probabilmente lei lo ignora. Del resto meglio far quadrare i conti che interessarsi alla Storia, alla filosofia o all’antropologia. Forse meglio studiare l’inglese. Lingua del resto tecnica, propria della cultura analitica anglosassone. Lingua da esibire in qualche salotto per far vedere quanto si è trendy e sofisticati. Ma dietro questa tendenza modaiola e frivola si nasconde un progetto di delegittimazione. Delegittimazione delle lotte sindacali, del lavoro, dei diritti elementari (sempre più denigrati come retorica passatista). I giovani italiani non sono schizzinosi, al massimo sono arrabbiati. È la rabbia del perdente, del calpestato, dell’oppresso. Caro Monti, cara Fornero, la vostra generazione è stata una generazione privilegiata. Ora, quindi, è il momento di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa per questa generazione di naufraghi. In silenzio, se possibile.

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