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Se questo è amore

Un’altra morte assurda. Un altro amore malato. A farne le spese, questa volta, una minorenne. Carmela Petrucci, 17 anni, palermitana, è morta nell’androne del suo palazzo, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato della sorella diciottenne, Lucia, rimasta gravemente ferita. Rincasate dopo la scuola (le due ragazze frequentavano il Liceo classico), le due sorelle hanno trovato ad aspettarle sotto casa Samule Caruso, di 23 anni: una lite furibonda scattata tra gli ex fidanzati e Carmela, messasi in mezzo per difendere la sorella, ha trovato la morte. L’omicida è subito scappato, ma, grazie soprattutto alle celle del telefonino e alle tracce di sangue, è stato rintracciato ed arrestato alla stazione di Bagheria, a qualche chilometro di distanza da Palermo. In Questura, dopo tre ore di interrogatorio, ha confessato il delitto. Ma la tragedia non sembra essersi scatenata dal nulla: Caruso già da tempo minacciava e perseguitava l’ex fidanzata, non accettando la fine della loro relazione. Inizialmente su Facebook, poi attraverso sms: nell’ultimo, pochi giorni prima della tragedia, ha scritto: “Cenere eri e cenere ritornerai”.

Una polemica, tra l’altro, sta investendo i carabinieri in queste ore: a quanto pare, Lucia, spaventata per i messaggi inquietanti ricevuti sia attraverso telefonate e sms che tramite Facebook, si era rivolta a loro in passato, ricevendo semplicemente il consiglio di cambiare numero di telefono.

Sono quasi 100 le donne uccise da un uomo dall’inizio del 2012 e l’anno deve ancora terminare. Assassinate a causa di un raptus di gelosia, per una relazione finita, per semplice desiderio di possesso. Tanti i motivi. L’unico comune denominatore, nella maggior parte dei casi, l’estrema vicinanza degli assassini alle vittime.

 

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