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Sequestro nuovo porto di Fiumicino: ” non è a norma di legge”.

Il 18 novembre 2012 la Guardia Di Finanza ha postato i sigilli al cantiere dell’area del nuovo porto turistico di Fiumicino (Roma). In base a un’attenta e approfondita indagine, sembra che la struttura non sia stata costruita a norma di legge e che sono stati investiti soltanto una parte dei soldi ad essa destinati, mentre la restante parte è stata accuratamente risparmiata. Ciò ha portato circa 7 persone ad essere iscritte nel registro degli indagati e tra i nomi noti c’è anche quello di spicco di Francesco Bellavista Caltagirone, che già nella scorsa stagione, è stato arrestato per truffa aggravata ai danni dello Stato, data la precaria costruzione del porto d’Imperia. Nell’indagine riguardante il porto romano, si è arrivati a un resoconto che porta a una frode fiscale nelle pubbliche forniture a un costo stimato di circa 400 milioni di euro, in quanto, gravose carenze, proverebbero l’insicurezza per i cittadini a pro dei lavori eseguiti, il cui risparmio avrebbe ingrandito le casse societarie coinvolte. Secondo dati emersi, sembra che la relativa costruzione, effettuata con subappalti assolutamente precari e scadenti, sia stata affidata a imprese riconducibili alla società Acquamarcia ( di proprietà del noto Caltagirone),  per realizzare il nuovo porto, con costi inferiori al dovuto e far così  beneficiare le società coinvolte nel progetto, disagiando invece la sicurezza dovuta, per un valore stimato da capogiro. Diversamente, invece, in una perizia effettuata sui lavori nel porto di Fiumicino, dal tecnico di parte, Giuseppe Scarpelli, della società Acqua Pia Antica Marcia, viene scritto che il porto è sicuro, sotto ogni punto di vista e che è stato costruito rispettando la normativa stabilita da progetto. Resoconti sicuramente contrastanti, che però, hanno comunque portato nel mirino delle indagini oltre Caltagirone, anche i legali rappresentanti,  i consiglieri delle relative società e il direttore dei lavori.

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