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TRENITALIA, anzi “il viaggio della speranza”

 

Questo articolo ha preso forma ieri, durante il mio ultimo e avventuroso viaggio in treno, mentre finalmente seduta e con a disposizione un minimo di personale spazio vitale, avevo nelle orecchie Set it off dei POD.

È estate, e si va in vacanza. Quest’anno molte persone hanno deciso di utilizzare come mezzo di trasporto i treni. Anziani che non hanno alternative, giovani senza patente o macchina personale (come me), famiglie che hanno deciso di risparmiare sul caro benzina, particolarmente acuto in questa torrida estate 2012.

Durante il fine settimana appena trascorso, molti italiani si sono recati sulla riviera emiliano-romagnola per partecipare alla notte rosa. Molti di questi giovani, che appunto viaggiano in treno.
Per l’occasione Trenitalia, nonostante fossero annunciati milioni di arrivi, non ha previsto treni extra, anzi, a causa della sempre maggiore disorganizzazione, del concomitante sciopero, e del solito caos all’italiana è stato un disastro!
Frecce e intercity sono stati gestibili, treni per cui si paga un prezzo maggiorato e dove si ha un posto numerato personale; i regionali sono stati una catastrofe!

Venerdì mattina alla stazione centrale di Bologna si è rischiata una rissa.
Treno regionale diretto ad Ancona, letteralmente assaltato da centinaia di persone: era appropriato definirlo un carro bestiame. Ragazzi che bloccavano le porte del treno dall’interno, nella speranza che non salisse più nessuno.
Risposta data per risolvere la questione: una guardia armata. Si perché una persona con una pistola, riesce a fermare una trentina di persone rabbiose.
Inutile dire che il treno non è partito, per evidenti questioni di sicurezza, e questa era la situazione fra i 30 e i 40 minuti di ritardo. Avendo cambiato marciapiede per prendere il mio treno, non ho visto l’epilogo della vicenda.

Domenica pomeriggio fra Riccione e Rimini, c’era la ressa per i rientri della notte rosa.  Era in corso, tuttavia, uno sciopero, che ha comportato la cancellazione di alcuni treni, ovviamente difficilmente si tratta delle frecce, più spesso le cancellazioni interessano i treni regionali.
La risposta che alcuni tramvieri hanno dato alle persone rimaste senza treno, è stata quella di dire loro di prendere l’intercity successivo.
Il treno in questione era già pieno, poiché tutti i posti a sedere erano già stati prenotati e pagati. Ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, affinché il treno potesse proseguire senza essere sovraccarico e stipato. Io stessa per raggiungere il mio posto, avendo avuto la sfortuna di salire dalla parte opposta della carrozza, ho impiegato 20 minuti per raggiungere la mia cabina.

Molti passeggeri, che come me, viaggiavano con posto prenotato, erano arrabbiati per il ritardo di 40 minuti, che avrebbe fatto perdere loro la coincidenza a Bologna, ma allo stesso tempo difendevano i ragazzi che non volevano scendere dal treno. Ragazzi giovani diretti a casa, a cui non era stato comunicato tempestivamente l’orario del treno regionale dopo e a cui erano state fornite indicazioni errate.
Penso sia adatta la frase pronunciata da una viaggiatrice che l’ha definita “la solita guerra fra poveri”.

Arrivata a Bologna, ho potuto cambiare treno, ovvero prendere la freccia prevista subito dopo quella che avevo perso, diretta a Verona.
Tuttavia io, avendo deciso di viaggiare su un treno dove i posti sono numerati e personali, e quindi pagando di più, ho avuto pronta una valida e comoda alternativa. Ma chi viaggiava con un treno regionale?

Sarò un po’ fissata con la dietrologia, ma che questa sia tutta una manovra di Trenitalia per portarci a viaggiare con le costose frecce?

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