Ultimo confronto tra Renzi e Bersani: confrontiamo i programmi Reviewed by Momizat on .   Rush finale in vista di domenica, quando la coalizione elettorale “ItaliaBeneComune” sceglierà il suo futuro candidato premier. Sono rimasti solo in due,   Rush finale in vista di domenica, quando la coalizione elettorale “ItaliaBeneComune” sceglierà il suo futuro candidato premier. Sono rimasti solo in due, Rating:
Home » Cronaca » Ultimo confronto tra Renzi e Bersani: confrontiamo i programmi

Ultimo confronto tra Renzi e Bersani: confrontiamo i programmi

 

Rush finale in vista di domenica, quando la coalizione elettorale “ItaliaBeneComune” sceglierà il suo futuro candidato premier. Sono rimasti solo in due, come ogni finale che si rispetti, ed entrambi appartengono al Pd. Sarà un voto epocale, che condizionerà sicuramente il futuro della sinistra e del paese. Da una parte l’uomo della tradizione, Pierluigi Bersani, anni e anni di esperienza messi al servizio del paese, un partito attualmente solido alle spalle, con il favore della maggior parte dell’organo dirigente e di tutta la “vecchia” sinistra italiana. Dall’altra Matteo Renzi, sindaco di Firenze, leader dei “rottamatori” molto apprezzato dai neofiti della politica e dai giovani che rifiutano di riconoscersi in Grillo, osteggiato dalla maggior parte dei politici “professionisti” in quanto troppo liberista (sempre rimanendo nei confini del Pd, chiaramente). Chi votare? Il nuovo che avanza o il rassicurante esperto? Fare una “pazzia” cambiando rotta o continuare sulla stessa strada degli ultimi 20 anni? Il Ritaglio prova a confrontare i programmi elettorali dei due sfidanti, tentando di dare agli ultimi indecisi una possibilità di confronto chiara e facilmente comprensibile.

 

DEMOCRAZIA

 

A questo concetto di vitale importanza, ma quanto mai fumoso è dedicato il punto di apertura di entrambi i programmi elettorali (ma occhio a chiamarli così, se no Renzi si arrabbia). Bersani ribadisce a gran voce che “si deve sconfiggere l’idea dell’uomo solo al comando, sostituendola con quella di una pluralità di cittadini” (concetto evidentemente mancato nel Berlusconismo), mentre Renzi insiste più sulla necessarietà di “tagli alla politica, senza essere demagoghi. Non possiamo chiedere sacrifici agli altri se noi non li facciamo”.

Tanta attenzione è posta sull’attuale sistema di governo italiano.

 

  • Bersani preme sulla semplificazione dell’attuale sistema, basandosi su un rafforzamento del ruolo del governo e sul compito di mediatore del Presidente della Repubblica. Intende istituire un federalismo ragionato partendo dalle autonomie, facendo molta attenzione poi alle norme sulla legislazione antitrust e sul conflitto di interessi. Inoltre, riduzione dei costi della politica, riforma dell’articolo 49 che preveda la democrazia nei e dei partiti, istituzione di piani industriali per ogni ente pubblico per ridurre le spese;

 

  • Renzi preferisce concentrarsi soprattutto sullo snellimento della politica e sulla sobrietà di essa. Intende abolire il bicameralismo, mantenendo una Camera dei Deputati di massimo 500 membri e un Senato delle Regioni formato da esponenti degli enti locali. I deputati devono poter essere scelti direttamente dai cittadini, ma devono anche essere in grado di “mollare” la poltrona dopo la propria carriera. Inoltre, abolizione di tutti i vitalizi per tornare alla politica come adempimento di un dovere civico, istituzione di un costo “standard” per le Regioni e rispettivi stipendi ai consiglieri uguali in tutta Italia, abolizione delle Province e soprattutto del finanziamento pubblico ai partiti (vera novità in questi tempi) per tornare ad un modello “all’americana” in cui i cittadini finanziano tramite il 5 per mille i loro politici, premio ai comuni virtuosi in virtù della revisione del patto di stabilità e proseguimento opera di accorpamento di enti inutili o troppo piccoli.

 

SCUOLA

 

Logico pensare che a tutti stia a cuore il “sapere”, come lo chiama Bersani nel suo programma. Per Renzi è fondamentale investire sui giovani, in quanto “invocare la crescita adesso è come invocare la pace nel mondo, e senza credere negli italiani non si va da nessuna parte”. Bersani invece intende “riqualificare il sapere per contrastare la caduta dell’Italia”.

 

  • Bersani propone di investire in tutti i settori dell’istruzione, dalle elementari fino all’università. Il concetto principale è quello di riqualificare la spesa scolastica considerando il grado di istruzione degli studenti e non il rigore economico. Piano straordinario contro la dispersione scolastica, misure che incentivano il diritto allo studio e sulla ricerca, promozione non solo della ricerca scientifica ma anche dello studio umanistico come fondamento della cultura.

 

  • Renzi è molto più prolisso in questo tema, proponendo di dare al 40 % dei bimbi sotto i 3 anni un posto all’asilo nido pubblico, per incentivare l’apprendimento. Maggior libertà agli istituti scolastici per quanto riguarda la scelta di personale e di insegnanti giudicati non in base alle graduatorie ma alla reale capacità di insegnamento, potenziamento delle prove Invalsi e Indire per dare “i voti” agli istituti meritevoli, incentivi ai dirigenti scolastici in base alla valutazione della loro perfomance, formazione per gli insegnanti in servizio, premio economico agli insegnanti migliori scelti da un consiglio formato dal preside, due professori, rappresentanti delle famiglie (come già sperimentato in alcune Regioni d’Italia).Maggior attenzione ai corsi di formazione professionale ed artigianale, valutazione dell’operato delle università ed incentivi a chi compie attività di ricerca, accordi tra università e banche per permettere agli studenti di finanziarsi gli studi, istituzione di un fondo nazionale per la ricerca.

 

LAVORO

 

Per un iscritto al centrosinistra, il lavoro deve essere il fondamento della politica interna. Ovviamente nessuno dei due nega il pessimo periodo attuale. Bersani insiste sul concetto filosofico hegeliano di lavoro visto come “rete di relazioni che permettono di cambiare la realtà, e dunque parametro di tutte le politiche”. Renzi è invece ferratissimo su questo argomento, dedicando a questo concetto trasversale molte sezioni del suo “non-programma”

 

  • Bersani intende iniziare subito da un ridisegnamento degli oneri fiscali elevati che rendono troppo caro il costo del lavoro. Inoltre, propone una forte lotta all’abbassamento dei salari e al precariato, investendo molto anche sul lavoro femminile per eliminare gli evidenti squilibri di trattamento e di salario. Interessante è anche la proposta di creare dei consigli di rappresentanza interni alle aziende per evitare l’esercizio esclusivo del potere in mano agli amministratori.

 

  • Renzi propone di sostenere il potere di acquisto delle famiglie italiane per evitare il crollo della piccola e media impresa e, di conseguenza, la disoccupazione. Per fare tutto ciò, si propone di ridurre l’imposizione tributaria di 100 euro per chi ne guadagna meno di 2000. Inoltre, il sindaco di Firenze intende dare vita ad una intensa opera di liberalizzazioni per spendere realmente meno, tentando di aprire tutti i mercati finora rimasti chiusi ed oggetto di monopoli più o meno ufficiali. Garantire a tutte le aziende italiane un fondo di 250 miliardi (grazie anche ai 20 miliardi dei fondi europei), divisi in Fondi Regionali. Si applicheranno inoltre prezzi “calmierati” da parte delle banche per la clientela che partecipa a tale sistema del credito. Per di più, si propone una revisione delle regole per recuperare i crediti di mora e una sostanziale riforma del sistema bancario e fiscale, dividendo le attività bancarie commerciali da quelle di investimento. Per creare nuovi posti di lavoro, Renzi insiste anche sulle grandi infrastrutture “realmente utili” (urbanistica ecc) e sulle opere del futuro, come la banda larga. Agevolazioni fiscali per le imprese straniere che investono sul suolo italiano e creazione di Business Hubs italiani per incentivare le vendite e gli acquisti in Italia.Molta attenzione da parte di Renzi anche al caldo tema dei disoccupati over 55, donne e giovani. Per le donne, sgravi fiscali sul lavoro femminile e potenziamento degli asili nido per non obbligare le madri a scegliere tra lavoro e famiglia. Incrocio di un programma lavoro/pensionamento per gli over 55 rimasti disoccupati ed incentivi a chi li assume. Bonus contributivo di 1000 euro l’anno per tre anni per tutti i nuovi contratti a tempo indeterminato, riducendo inoltre i contributi al 15/20 %. Incentivi alle imprese che tramutano più del 40 % dei contratti a tempo determinato in indeterminato.

 

SVILUPPO

 

Con questo termine i due sfidanti esprimono diversi concetti. Per Bersani lo sviluppo è “la riaffermazione dell’eccellenza del Made in Italy”, collegato ad uno sviluppo equo e sostenibile. Renzi invece si concentra più sulle nuove tecnologie e sul trittico “cultura, sviluppo, turismo”.

 

  • Bersani propone come obiettivo “coraggioso” una “politica industriale interamente ecologica”tramite opere di “mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, agenda digitale”. Aiuti alle piccole e medie imprese per permettere loro di sopravvivere o di associarsi e capitalizzarsi. Introduzione normative che stabiliscano i limite della gestione pubblica, forte difesa dei beni comuni ma senza tornare al vecchio statalismo che ha fallito in passato.

 

  • Renzi al contrario punta molto sulle liberalizzazioni ad esempio, dei servizi pubblici per assicurare miglior trattamento. Arrivare ad investire l’1% del Pil nella cultura. Rifondazione del Ministro della Cultura, dotato di maggior potere decisionale, ed istituzione di una Agenzia Internazionale dei Musei Italiani. Riqualificazione della Rai togliendola dall’egida partitica. Riportare il turismo tra le materie concorrenti (Costituzione) per recuperare terreno perso, rafforzamento Enit (Ente Nazionale Italiano per il Turismo), sviluppo di un forte sistema portuale e innalzamento standards di accoglienza per le nostre eccellenze. Valorizzazione delle aree turisticamente escluse dalle 4 grandi città d’arte grazie ad investimenti europei e nazionali sul modello di quanto successo nella Ruhr tedesca. Forti investimenti sulla “green economy” e sulla “new economy”. Dare premi alle città che raggiungano certi obiettivi dal punto di vista ecologico. Portare nei prossimi anni l’utilizzo delle energie rinnovabili sopra il 50 %. Ridurre la bolletta elettrica migliorando la rete. Ridurre a zero il tasso di rifiuti gettato nelle discariche. Obbligo agli enti pubblici di sostituire le auto blu con auto “verdi” ed ecologicamente sostenibili. Valorizzazione sistema agricolo ed industriale.

 

DIRITTI E WELFARE

 

I due contendenti sono d’accordo sul riconoscimento sulle coppie di fatto, mentre sono freddi sulle adozioni alle coppie gay.

 

  • Bersani ribadisce la priorità assoluta dell’essere umano e della sua dignità, proponendo una fortissima lotta alla violenza femminile. Rafforzare il principio di laicità dello Stato. Concessione della cittadinanza ai figli di stranieri nati sul suolo della Repubblica. Urgenza per una legge contro l’omofobia e riconoscimento giuridico delle coppie di fatto ed omosessuali. Aiutare il Sud a tornare parte integrante della Repubblica per combattere le differenze economiche.

 

  • Renzi propone la creazione di nuovi “servizi alla persona” sul modello francese o scandinavo. Propone inoltre una lotta alla povertà ed un forte piano di flexsecurity per tutti i licenziati a tempo indeterminato. Concessione della cittadinanza a chi nasce in Italia. Inaugurazione dell’ “immigrazione intelligente”, che consiste nel valutare con le ambasciate e i consolati i reali bisogni del nostro paese (evitando l’apertura delle frontiere a caso). Riduzione dei tempi tecnici per ottenere il permesso di soggiorno. Istituzione del Servizio Civile Obbligatorio Italiano (in attesa di quello europeo) della durata di 3 mesi. Quote rosa obbligatorie in tutti gli enti pubblici. Istituzione e legalizzazione delle civil partnerships e della convivenza. Riduzione tempi di divorzio e riconoscimento degli stessi diritti ai bimbi nati da famiglie omogenitoriali. Adeguamento della legislazione corrente a riguardo della fecondazione assistita. Lotta all’omofobia. Testamento biologico.

 

EUROPA

 

Chiudiamo con il principio comunitario. Entrambi i candidati sono europeisti convinti. Renzi è un acceso sostenitore degli “Stati Uniti d’Europa”, così come l’attuale segretario del Pd.

 

  • Bersani spinge per una revisione del fiscal compact e per una immediata revisione delle istituzioni europee, per farle diventare più dirette e vicine al popolo. Carta Costituente dell’Europa e spinta a misure comunitarie per riconoscere l’importanza della cittadinanza europea. Investimenti e rigore devono accordarsi su linee di equilibrio, senza esagerare in nessuno dei due casi.

 

  • Renzi propone la diretta elezione del Presidente UE, abolizione del diritto di veto da parte del Consiglio dei Ministri, politica unica economica e di difesa comune. Un quarto degli studenti in tutte le università UE devono essere europei. Servizio Civile Europeo volontario di 6 mesi. Semplificazione all’accesso dei bandi comunitari.

 

Ultima veloce citazione sul fisco, con Bersani che non vuole negoziare con la Svizzera a queste condizioni, mentre Renzi sostiene l’importanza sine qua non di questo accordo con gli elvetici. Riguardo invece al nuovo caso Israele-Palestina, i due leaders si sono divisi: Bersani è pro-Palestina, Renzi tenderebbe a considerare la posizione israeliana come fondamentale per mantenere la pace.

 

In sostanza (se avete avuto la pazienza e il coraggio di leggere tutto), potrete notare che sono programmi simili, ma con alcune sostanziali differenze. Patto con la Svizzera, liberalizzazioni proposte da Renzi ed osteggiate da Bersani, revisione dell’attuale Piano Fornero sostenuto da Bersani e non voluto da Renzi. Renzi appare in sostanza più “liberale”, capace di formare per la prima volta dal dopo guerra una nuova sinistra non più ideologicamente legata al vecchio PCI. Bersani appare invece più rassicurante e tradizionalista. Chi la spunterà domenica?

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su