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Venezia: Bambino prelevato con forza dalla polizia.

<< Stop! Perfetto!>>. Questo è quello che direbbero i grandi registi del    cinema, davanti a una scena drammatica riuscita perfettamente.  Ma qui non si tratta di finzione, ma di una realtà dolorosa affrontata da un bambino di soli 10 anni, che trascinato via con forza dagli agenti  di Padova e dallo stesso padre,  viene strappato dal suo mondo,  in un tranquillo giorno di scuola.

Storie di tutti giorni vedono protagonisti genitori che si separano e a farne le spese sono i figli, che vengono spediti come pacchi postali da una casa all’altra, ma questa volta, immagini shoccanti filmate da un cellulare, hanno fatto il giro del mondo  e hanno fatto presente come la  crudeltà di quello che può essere una guerra tra ex-coniugi  può finire in un’espiazione drammatica da parte di un figlio.

Il padre dichiara che suo figlio ora sta bene, è sereno, ma soprattutto che “LO HA SALVATO”.

Il provvedimento, secondo cui il bambino doveva essere allontanato dalla madre e affidato esclusivamente al padre, con collocamento in una comunità,  è stato adottato in base a un decreto del  Tribunale dei Minori di Venezia e presentato a mezzogiorno dell’11 ottobre, dal padre del bimbo, da un gruppo di assistenti sociali e alcuni poliziotti alla scuola elementare di  Cittadella, un comune nella provincia di Padova nel Veneto, per prelevare il ragazzino e portarlo via; questo è il resoconto della direttrice dell’istituto, Marina Zanon. Al suonare della campanella sono stati fatti uscire tutti i compagni di classe dello scolaro, ignari di tutto e solo successivamente sono entrati gli assistenti sociali e lo psicologo, seguiti dai poliziotti. All’interno delle mura comunali la situazione sembrava discretamente sotto controllo, è al momento dell’uscita che si è scatenata la tragedia quando il piccolo Leonardo ha visto la zia e il nonno materno. Il ragazzino ha iniziato a scalciare, dimenarsi e urlare ed allora è stato lo stesso padre a chiedere l’intervento degli agenti per portarlo nell’auto, mentre altri poliziotti tentavano di ostacolare l’arrivo dei familiari che esigevano l’esibizione  del mandato, chiamati con urla e disperazione dal bambino e sono stati liquidati da un ispettore capo della polizia con accento acceso affermando che la parentela non  giustificava la richiesta. Un telefonino ( quello della zia) ha ripreso tutto, compresi quei momenti dove il piccolo, intento a ribellarsi, veniva tenuto per le spalle e per le gambe e trascinato con impressionante forza.

La mamma del piccolo Leonardo, Ombretta Giglione,  è tornata questa mattina a protestare con altre madri davanti la scuola, per l’accaduto e difendendo suo figlio ha gridato: << I bambini sono intoccabili e non bestie da portare via in quel modo>>.  La donna inoltre racconta che subito dopo il prelievo forzato è andata nella comunità dove il piccolo era stato portato, per vederlo e farlo visitare dal pediatra ma le è stato negato. La madre racconta anche che il provvedimento emesso dalla corte d’Appello di Venezia, è stato emesso perché il bambino è stato ritenuto dai giudici affetto da SINDROME DI ALIENAZIONE PARENTALE e doveva essere curato in un campo neutro, perché altrimenti la vicinanza paterna sarebbe stata  impossibile in qualunque luogo  per Leonardo e senza discutere troppo sul perché dichiara :<< Di certo in Italia ci sono modi più civili per far riallacciare i rapporti tra genitori e figli>>. L’intervento drammatico per prelevare il bambino, è stata la conseguenza di altri 2 tentativi malriusciti da parte degli assistenti sociali e ostacolati dalla madre,  iniziando dal 25 agosto e in entrambe le volte il piccolo Leonardo non voleva sentirne di andare via con loro, nascondendosi sotto il letto e  impedendo ai poliziotti di prelevarlo. Perciò la decisione definitiva da parte del Tribunale dei Minori di agire, è stata presa nell’intervento a scuola, per togliere il bambino alla madre, laureata in farmacia e affidarlo in via esclusiva al padre, un avvocato di Padova.

Lo scalpore provocato dalle immagini riprese dal telefonino nel prelevare il bambino in quel modo, ha portato il Capo della Polizia ad aprire un’inchiesta su ciò che è successo e questo è quello che ha affermato Annamaria Cancellieri, sottosegretario agli Interni, porgendo le scuse da parte dell’esecutivo per l’accaduto e affermando che occorreranno indagini approfondite per capire cosa c’è dietro a tutta questa situazione, lasciando  alla magistratura però, il tempo di agire. Indignati da questa vicenda sono stati anche Gianfranco Fini e Schifani, rispettivamente Presidenti della Camera e del Senato che chiedono al più presto una luce sui fatti.

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