Al Mart di Rovereto per un viaggio in “un altro tempo” Reviewed by Momizat on . Mostra metafisica e onirica: Tra decadentismo e Modern Style,  dal 22 settembre 2012 al 13 gennaio 2013. Entrando attraverso una porta/armadio come se fosse uno Mostra metafisica e onirica: Tra decadentismo e Modern Style,  dal 22 settembre 2012 al 13 gennaio 2013. Entrando attraverso una porta/armadio come se fosse uno Rating:
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Al Mart di Rovereto per un viaggio in “un altro tempo”

Mostra metafisica e onirica: Tra decadentismo e Modern Style,  dal 22 settembre 2012 al 13 gennaio 2013. Entrando attraverso una porta/armadio come se fosse uno stargate, ci si immerge nell’esperienza e nel tempo del Circolo Bloomsbury, entrando in contatto con oggetti, arredi, foto, lettere, dipinti, sculture che ci raccontano di questo gruppo  di intellettuali che si incontravano in appartamenti del quartiere londinese di Bloomsbury nei primi anni del XX secolo. Il nome del quartiere è associato appunto al Bloomsbury Group, un gruppo di giovani, come la scrittrice Virginia Woolf, l’economista John Maynard Keynes, lo storico Lytton Strachey.

I documenti esposti nelle sale del Mart di Rovereto, sono per l’Italia una assoluta novità perché questo particolare movimento particolarmente anticonformista, è conosciuto quasi esclusivamente in Inghilterra, seppure abbia influenzato la cultura del tempo in Europa. Il gruppo cominciò a riunirsi dal 1907 nella casa di Virginia Stephen (poi Woolf) e di sua sorella Vanessa, sposata al critico d’arte Clive Bell. Vi facevano parte tra gli altri E.M. Forster , Lytton Strachey, J. Maynard Keynes. Grande influenza ebbe, sul modo di pensare del gruppo, la lettura e la discussione di opere come i “Principia ethica” (1903) di G.E. Moore, i “Principia mathematica” (1910-1913) di Bertrand Russell e A.N. Whitehead. Era un gruppo illuminista elitario, umanista, sulla scia del gruppo di Cambridge sviluppatosi nel secolo precedente. Molti membri del gruppo erano passati per il Trinity College o per il King’s College di Cambridge, dove erano diventati membri di una “società” di discussione semisegreta, fondata verso la fine del 1820. Il circolo identificava il compito più alto dell’uomo con la ricerca della conoscenze e del piacere estetico. In epoca di intolleranza, ebbe il merito di propagandare il liberalismo e l’anticonformismo politico e morale.

Attraversare le sale, allestite molto bene, della mostra, organizzata da Lea vergine, si vive una vera esperienza in un’altra dimensione; le foto, le copertine dei libri in uno stile elegante e originale, una mobilia dalla ricerca formale elegante, riescono a materializzare una atmosfera e la presenza quasi fisica di forti personalità  che sembrano accompagnarci in questo viaggio nel tempo.

Un altro tempo tra Decadentismo e Modern style, non è una mostra evento che attrae folle di curiosi a caccia di opere di grandi nomi, ma un percorso di ricerca organizzato che ci permette di conoscere un momento culturale ancora attualmente ricco di spunti e idee. La visita ci porta a incontrare anche Omega Workshops, compagnia di arti decorative fondata a Londra nel 1913 da Roger Fr, con il duplice scopo di migliorare gli standard del design in Gran Bretagna e di trovare un’occupazione ai giovani artisti d’avanguardia della sua cerchia. (Omega è l’ultima lettera dell’alfabeto greco ed è stato ipotizzato che Fry abbia scelto questo nome per indicare che i suoi prodotti fossero ‘l’ultima parola’ nel campo del design; in realtà pare che l’abbia adottato perché era anonimo ma facile da ricordare, e oltre a essere una parola era un segno che poteva essere usato come marchio di fabbrica.) Fry non apprezzava l’estrema rifinitura dei prodotti industriali, e gli oggetti Omega hanno le irregolarità dei lavori artigianali, anche se i mobili in origine venivano comprati già costruiti e poi dipinti, mentre i tessuti venivano stampati in Francia. Tra gli altri prodotti c’erano ceramiche e tappeti. I motivi più frequenti di Omega comprendevano fiori, nudi e disegni astratti, mentre i colori erano spesso molto vivaci. Gli oggetti creati, anche da artisti di grido come Vanessa Bell e Duncan Grant, venivano offerti anonimi egli artisti venivano pagati con uno stipendio. Il laboratorio Omega era molto frequentato ma allo scoppio della prima guerra mondiale la loro utopia artistica venne schiacciata dalle nuove priorità distruttive.

Mi sento di consigliare questa mostra proprio ai più giovani, agli studenti liceali che potranno confrontarsi con una piccola compagine di intellettuali ardita pronta a sfidare un mondo bigotto e retrogrado, mettendo in campo temi importanti,  mostrando libertà di pensiero e grande autonomia di ricerca.

 

Virginia Woolf

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