Carnet De Voyage Reviewed by Momizat on . Non è infrequente, ancora oggi, trovare il viaggiatore desideroso di appuntare osservazioni, episodi accaduti durante una vacanza in un paese lontano su un picc Non è infrequente, ancora oggi, trovare il viaggiatore desideroso di appuntare osservazioni, episodi accaduti durante una vacanza in un paese lontano su un picc Rating:
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Carnet De Voyage

Non è infrequente, ancora oggi, trovare il viaggiatore desideroso di appuntare osservazioni, episodi accaduti durante una vacanza in un paese lontano su un piccolo quadernetto. Alcuni a margine tracciano piccoli schizzi, a volte addirittura acquerellati, come delle istantanee di dettagli o paesaggi da non dimenticare, da portare via. Tenere un carnet de voyage non è considerando i ritmi dei percorsi turistici dove si ha al massimo il tempo di un fugace scatto fotografico. Tra i viaggiatori più attenti e riflessivi si possono segnalare, nella storia della cultura, straordinari testimoni che ci hanno lasciato taccuini di viaggio originali e ricchi d’informazioni. Ne nascono dei pezzi unici, merce rara in un mondo in cui tutto è riprodotto o riproducibile in serie. Note e dipinti sono poi impreziositi da collage con biglietti d’ingresso, scontrini, timbri, francobolli, monete, frammenti di manoscritti, piume d’uccello e colorati pezzi di stoffa. I testi diventano elementi grafici, parte della composizione delle pagine del taccuino. Uno dei carnet de voyage più famosi è quello di Villard de Honnecourt che inizia il suo taccuino con questo principio: “Villard de Honnecourt vi saluta e prega tutti coloro che lavoreranno sulle macchine di questo libro, di pregare per la sua anima e di ricordarsi di lui, poiché in questo libro si possono trovare buoni consigli sulla grande arte delle costruzioni e sulle macchine di carpenteria; e troverete in esso l’arte del disegnare, i fondamenti, così come li richiede ed insegna la disciplina della geometria .”
Il Taccuino costituisce un primo vero manuale d’ingegneria civile: Villard si rende conto che il tecnico deve poter trasferire il proprio sapere non più solo per diretta esperienza, ma soprattutto codificando le procedure. Architetto e trattatista (sec. XIII). Originario della Piccardia e attivo nella prima metà del sec. XIII, viaggiò molto e scrisse questo carnet de voyage (pubblicato per la prima volta nel 1858), che tratta ogni argomento relativo alla tecnica costruttiva e di carpenteria e all’arte architettonica (compresi gli aspetti ornamentali) ed è il testo più importante che ci sia rimasto sulla cultura e i metodi di lavoro dei cantieri medievali. Maestro d’opera e disegnatore, uomo sicuramente colto e pratico, grande viaggiatore, visse nel tredicesimo secolo: di lui non si sa praticamente niente altro, ma il suo nome è rimasto nei secoli a venire per via del famosissimo carnet de portraiture che porta il suo nome, un taccuino di pergamena riportante eccezionali disegni di soggetti sacri e profani e di carattere naturalistico, piante e sezioni relativi a grandi costruzioni gotiche a lui contemporanee, disegni di elementi architettonici. E’ grazie al taccuino di Villard che possiamo sapere molto dell’uomo del tredicesimo secolo e del suo mondo, dei metodi progettuali e costruttivi delle cattedrali gotiche. Fisicamente si tratta di un piccolissimo quaderno (14 x 22 cm) rilegato in cuoio, conservato nella biblioteca nazionale di Parigi. Il taccuino di Villard de Honnecourt rappresenta la migliore fonte grazie alla quale siamo a conoscenza dello schema proporzionale della figura umana, detto metodo gotico, che si offre quale alternativa al precedente schema pseudo-varroniano o canone del Monte Athos (bizantino). Esaminare in particolare le pagine 35-36-37. Rispetto al precedente, il metodo gotico non è un sistema attento alle dimensioni delle varie parti del corpo, è piuttosto uno schema che facilita l’individuazione della dinamica del corpo. Non si può considerare strettamente un taccuino di viaggio perché il lavoro di raccolta d’immagini e appunti non riguardano un percorso di viaggio ma una serie di tavole separate e poi raccolte e ancora poco si sa dell’autore per comprenderne pienamente la natura, certamente è un magnifico e unico libro d’arte. Sfogliate il carnet di Villard in questo sito: http://classes.bnf.fr/villard/index.htm.
Un altro architetto, Le Corbusier, ha tenuto un carnet straordinario durante i suoi viaggi.
Charles-Éduard Jeanneret (dagli anni Venti assumerà il nome d’arte di Le Corbusier) nasce a La Chaux-de Fonds nella Svizzera Francese nel 1887. Nel 1910-11 LC viaggia in Germania e in Oriente portando con se piccoli taccuini da 10 cm. per 17cm. Ricchissimi di appunti e disegni, sono la fonte principale per studiare la sua formazione. Durante tutta la sua vita Le Corbusier viaggia prendendo appunti su sopporti analoghi; i suoi taccuini e album di schizzi, ora conservati alla Fondation Le Corbusier a Parigi, sono di fascino ineguagliabile e fonti preziose per gli studiosi. Oltre a quelli utilizzati in occasione dei viaggi in Germania e in Oriente, il celebre “Album La Roche”, che contiene numerosi disegni dedicati a Venezia, un’altra delle città di elezione dell’architetto. Già Johann Wolfgang von Goethe nel suo viaggio in Italia (1786-1788), pur essendo un bravo disegnatore dilettante, preferì farsi accompagnare da Cristhoph Heinrich Kniep, abile pittore professionista. Ricordiamo ancora come agli inizi dell’Ottocento Karl Friedrich Schinkel, appena ventenne, prima di essere conosciuto come uno dei più grandi architetti neoclassici, redige un diario del suo viaggio in Italia ricco di schizzi di straordinaria incisività. E come non citare tra le opere grafiche dei maestri del secolo XX i disegni di Alvar Aalto, eseguiti durante i suoi viaggi d’ispirazione nel Mediterraneo o quelli di Louis Kahn altrettanto efficaci e legati strettamente alla sua esperienza progettuale. Possiamo ancora aggiungere i taccuini di Giovan Battista Cavalcaselle, (Legnago, 22 gennaio 1819 – Roma, 31 ottobre 1897) è stato un accademista, uno scrittore, storico e critico d’arte italiano., studioso d’arte e viaggiatore sempre provvisto di taccuino per osservare e catalogare le opere d’arte attraverso disegni attenti e ben eseguiti. Calvacaselle (1819-1897) ha svolto un ruolo di primaria importanza non solo nella storia dell’arte, ma anche nella difesa del patrimonio artistico nazionale. Si potrebbero aggiungere tantissimi nomi a questo breve elenco d’illustri diaristi ma quello che più conta e imparare la loro lezione, ricominciare a guardare le cose con la giusta attenzione attraverso un disegno o un appunto scritto, memorizzare una sensazione, una curiosità .
Questi momenti di riflessione daranno ai nostri viaggi uno spessore maggiore e potranno essere condivisi da altri o rappresentare nel tempo una memoria di attimi da rivivere.

Carnet De Voyage Villard de Honnecourt pag. 37

 

Carnet de voyage di Le Corbusier

 

carnet de voyage di G. B. Cavalcaselle

 

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