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Il cinema celebra un monumento

Hugo Cabret, un film dedicato a Georges Méliès e alla sua fabbrica dei sogni

Tratto dal libro La straordinaria invenzione Hugo Cabret di Brian Selznick , questo film di Martin Scorzese celebra il cinema e colui che ne ha fatto la settima arte, Georges Méliès.
Il protagonista è un ragazzo orfano che vive in una stazione di Parigi, negli anni trenta, costretto a nascondersi per sfuggire all’orfanotrofio. Hugo mostra particolari capacità nell’aggiustare ogni cosa e soprattutto cerca di mettere in funzione un robot che il padre aveva lasciato. Hugo incontra Georges Méliès, ormai anziano e povero, costretto a vendere giocattoli in una bancarella all’interno della stazione; dall’intreccio delle loro vite tutto cambia per ambedue e dopo molte difficoltà Méliès e Hugo ritrovano il senso della vita, la gioia di sognare e di meravigliarsi.
Scorzese ha certo saputo dare forma e cuore ad un bellissimo racconto e celebrare colui che ha inventato il cinema narrativo. Georges Méliès, infatti, ha introdotto nel cinema gli effetti speciali, un certo tipo di montaggio, la dissolvenza e persino il colore anche se in modo sperimentale, colorando a mano i fotogrammi e il genere della fantascienza, ispirandosi al racconto di Jules Verne: Viaggio nella Luna .
Straordinaria la ricostruzione dello studio di vetro dove Méliès realizzava i suoi film e inventava i mestieri del cinema assumendone tutti i ruoli con una geniale creatività. Méliès aveva iniziato la sua carriera lavorativa come prestigiatore di successo in un teatro e questa magia l’ha trasferita nei suoi film che ancora ci lasciano a bocca aperta. L’attore Ben Kingsley ha interpretato, questo monumento del cinema in modo straordinario sia, nei ricordi, da giovane che da vecchio, deluso e depresso.
Per Scorzese è la prima in 3D ma ha saputo utilizzare questa tecnologia al massimo, facendoci entrare nella storia con i suoi lunghi piani sequenza e primi piani che ci mettono in contatto, quasi fisico, con i personaggi della storia. Mi sento di dire che questo film è un vero capolavoro, un inno al cinema ma soprattutto alla conoscenza, all’arte, alla curiosità e al senso stesso della vita.
Il film è stato premiato agli Oscar in categorie più ‘tecniche’, ovvero effetti speciali, fotografia, sonoro, montaggio sonoro e, bella notizia per l’Italia, per la scenografia firmata da Dante Ferretti, al suo terzo Oscar anno e Francesca Lo Schiavo. Giusti riconoscimenti ma forse non sufficienti.
Scorzese certamente si è identificato con i protagonisti del film, in qualche modo autobiografici ma tutti noi possiamo vivere questa meravigliosa avventura assaporando il fascino irresistibile dell’immaginazione e la forza della visione. Una curiosità riguarda la presenza di Johnny Depp in una brevissima apparizione. Sta a voi individuarlo!

Un fotogramma del film

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