La Cappella Sistina compie cinquecento anni, quando gli interventi per la conservazione? Reviewed by Momizat on . Era il 31 ottobre del 1512 quando Papa Giulio II° della Rovere consegnò nelle mani dei fedeli, del clero e dello Stato Vaticano la meravigliosa opera dell'artis Era il 31 ottobre del 1512 quando Papa Giulio II° della Rovere consegnò nelle mani dei fedeli, del clero e dello Stato Vaticano la meravigliosa opera dell'artis Rating:
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La Cappella Sistina compie cinquecento anni, quando gli interventi per la conservazione?

Era il 31 ottobre del 1512 quando Papa Giulio II° della Rovere consegnò nelle mani dei fedeli, del clero e dello Stato Vaticano la meravigliosa opera dell’artista toscano più importante di tutti, Michelangelo Buonarroti. Trascorsi ormai 500 anni, la meravigliosa opera è ancora intatta e nella sua grandiosa maestosità continua, così come allora, a sorprendere gli animi di tutti i visitatori.

In questi giorni migliaia di telegiornali, nazionali ed internazionali, continuano a parlarne. Lo stesso Vaticano, nella persona del Papa Ratzinger, ha celebrato la ricorrenza in occasione della vigilia della Festa di Tutti i Santi. In più ha anche messo a disposizione sul sito del Vativano la possibilità di visitarla in maniera virtuale. D’altronde anche qualche settimana fa parlavamo delle nuove tecnologie in grado di far visionare musei e monumenti in 3d a mio parere utili alla conoscenza ma non al vero approfondimento.

Si celebra Michelangelo, si celebra mezzo millennio di conservazione, si celebra il luogo e vengono aperte le porte dei musei vaticani a tutti i visitatori, stranieri e non. Ma quanto è stato detto su quello che la Cappella vuole trasmettere? Quanto si è ragionato sulla libertà dell’artista nell’interpretare figure sacre? Molto poco in realtà. I festeggiamenti sembrano essere diventati un solo modo per accogliere turisti nei musei Vatiani, pagandone il biglietto e null’altro.

In pochi denunciano l’estrema pericolosità e fragilità degli affreschi, che ogni giorno sono sottoposti a polveri, anidride carbonica delle migliaia di visite quotidiane, sbalzi di temperatura. Quando si affronteranno le vere spese per la conservazione di un bene così importante? Il tocco di pennello di Michelangelo continuò imperterrito per quattro anni. La velocità con la quale un’affresco deve essere realizzato non consente minimamente di pensare fino infondo alle caratteristiche più particolari di un’opera eppure Michelangelo ci riuscì. Espresse qualità della fisionomia dell’uomo in una cappella lunga 40 metri e larga 13.

Vogliamo che con altrettanta velocità tutto ciò vada in rovina? Vogliamo che un’interpretazione così profonda della Sacra Bibbia svanisca? Velocizziamo dunque l’installazione di impianti adatti alla conservazione dei colori, dei materiali. Non basta dire che lo si farà. E’ necessario dire quando, velocizzare i tempi. Un tesoro così non può andare in rovina e non può non essere preservato come il resto del patrimonio storico culturale italiano.

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