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I 2 soliti idioti: sempre più volgari

I 2 soliti idioti“Andiamo a vedere I 2 soliti idioti” mi dissero. Io ingenuamente accettai. Certo, avrei preferito vedere ben altro, ma mi sono detta che in fondo non poteva essere così male. Mi sbagliavo. Il sequel de “I soliti idioti”, che l’anno scorso ha raggiunto i 10 milioni di incasso, non poteva essere  più lontano da ciò che può esser definito un cinema di qualità, o anche semplicemente un film divertente. Un continuo susseguirsi di volgarità e violenza gratuita senza alcun contenuto educativo.

E’ pur vero che la ridicolizzazione è sempre stata una caratteristica chiave della serie tv da cui il film è tratto, trasmessa su MTV a partire dal 2009, che poteva strappare anche qualche sorriso, nonostante le critiche siano sempre state tante. Ma non si tratta di questo. Se è vero che in una realtà come quella attuale la gente ha bisogno di sdrammatizzare, è altrettanto vero che non ha bisogno di volgarità e violenza; e soprattutto non ha bisogno che siano questi i modelli trasmessi dal cinema e dalla televisione. Non si dovrebbe sottovalutare la potenza di questi media nel forgiare identità e comportamenti. E il messaggio iniziale che invita a non imitare i personaggi non potrebbe essere più inutile.

Non voglio fare del moralismo, ma ho trovato fuori luogo alcune scene. Un’intera famiglia investita da un pirata della strada (anzi più pirati!) e spazzata via come i birilli colpiti da una palla da bowling. Violenza verbale e fisica sulle donne, quando l’emergenza “femminicidio” proprio quest’anno ha raggiunto livelli esorbitanti.

Qualcuno ha definito i suoi personaggi “sgradevoli ma spassosi”. Io invece li ho trovati semplicemente volgari. “Il problema non è la volgarità in sé, ma la vuotezza effettiva delle battute” ha scritto Claudia Catalli in Panorama.

Lo stesso Valsecchi, il produttore, lo aveva definito un film “scorretto”che aveva lo scopo però di guardarsi dentro e ridere di se stessi. Tuttavia, subito dopo egli ha ammesso che l’unica cosa importante per loro era l’incasso. E forse hanno raggiunto il loro scopo dato che solo nella prima giornata hanno registrato una cifra tale da superare De Sica in “Colpi di fulmine”, e Albanese in “Tutto tutto, niente niente”.

C’è da chiedersi però se sono davvero questi i modelli che vogliamo trasmettere ai giovani, dato che sono proprio loro a riempire le sale. Vogliamo davvero che essi crescano con l’idea che il problema più grave dell’umanità sia quello di trovar parcheggio?

Nel frattempo si sta pensando di esportare il film in America: il prossimo capitolo si chiamerà “I soliti idioti a New York”. Come se noi italiani non avessimo già abbastanza di cui vergognarci all’estero…

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Commenti (2)

  • Tatiana Mora

    Io non penso, cara Alessandra, che lo scopo di questo film sia educare o lanciare messaggi e valori. Penso che il fine sia farci sorridere di cose che ogni giorno capitano a noi o che vediamo in tv; cose non sempre piacevoli, è vero, ma sdrammatizzate al limite del possibile.

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    • alessandra

      Di certo come dici tu, in questi tempi duri abbiamo bisogno di sdrammatizzare, ma come scrivo nel mio articolo, non credo che sia necessario usare violenza e volgarità per farlo! Penso anzi, che si possa fare della sana ironia anche in ben altri modi, e per fortuna altri film lo dimostrano.

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