Davvero una “magnifica presenza” quella del film di Ozpetek nelle sale Reviewed by Momizat on . Un film elaborato,emozionante e divertente l’ultimo del regista Ozpetek uscito il 15 marzo nelle sale. Già il titolo intrigante dava un’idea di quello che ci si Un film elaborato,emozionante e divertente l’ultimo del regista Ozpetek uscito il 15 marzo nelle sale. Già il titolo intrigante dava un’idea di quello che ci si Rating:
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Davvero una “magnifica presenza” quella del film di Ozpetek nelle sale

Un film elaborato,emozionante e divertente l’ultimo del regista Ozpetek uscito il 15 marzo nelle sale. Già il titolo intrigante dava un’idea di quello che ci si poteva aspettare , il cast importante, poi, aveva creato molte aspettative e tutte le idee iniziali, alla fine, sono state confermate se non addirittura superate! Durante il film diversi stili si intrecciano, rendendo la pellicola a tratti colorata da una comicità elegante  per poi diventare più densa e carica di emozioni, sfiorando, ad un certo punto, qualche sfumatura thriller/horror, tra l’altro, molto ben riuscita.

Magnifica Presenza

Locandina "Magnifica Presenza" di Ferzan Ozpetek

Il protagonista, impersonato dall’attore Elio Germano, è un ragazzo che decide di andare a vivere a Roma sia per amore che per diventare un attore e sceglie di andare ad abitare in una vecchia casa mal ridotta. La casa e quasi tutto il film, sono ambientati nel quartiere romano di Monteverde e ancora una volta il regista, con questa scelta, ha deciso di omaggiare la città in cui abita e i quartieri intorno ai quali anche lui svolge la sua vita.
Elio Germano ha dimostrato ancora una volta di avere uno straordinario talento e di sapersi calare in ogni ruolo con una naturalezza e una profondità che lasciano sempre affascinati. Intorno a lui diverse figure svolgono ruoli con personalità molto diverse e intrecciate tra loro. Simpaticissima come al solito Paola Minaccioni, nel ruolo della cugina Maria, vero e proprio sostegno del protagonista Pietro (Elio Germano), che lo accompagna nelle sue strane vicissitudini.
Splendide Margherita Buy e Vittoria Puccini, perfette nei panni delle grandi attrici degli anni ’40, aggraziate e quasi eteree come se fossero uscite da un vecchio film in bianco e nero.
A volte un po’ artefatto, ma comunque convincente Beppe Fiorello nei panni di Filippo Verni, un altro attore della compagnia. Ammaliante, misterioso e capace di catalizzare completamente l’attenzione, nelle poche scene che lo vedono protagonista, Andrea Bosca nei panni di un attore/scrittore affascinato dal protagonista al quale dedica intense parole d’amore. Un po’ marginale la parte di un altro membro della compagnia interpretato da Ambrogio Maestri e infine molto divertente la sintonia tra il piccolo Ivan, un bimbo cicciottello e con la risposta pronta, interpretato da Matteo Savino e Yusuf, marito di Vittoria Puccini nel film, interpretato da Cem Yilmaz.  Da ricordare anche l’intervento di Drusilla Foer, personaggio particolare e carismatico che da poco si è affacciato sul web e anche in televisione, nato come una sorta di macchietta delle donne borghesi dei giorni nostri.

La storia unisce su un’unica linea temporale il 2012 con  gli anni ’40 e in particolare con il fulcro della seconda guerra mondiale ed è proprio per questo che riesce a trasmettere diverse sensazioni. Ozpetek è riuscito a far sorridere e ad emozionare e anche a commuovere , in particolare verso la fine, quando le carte vengono messe in tavola e gli orrori della guerra si riaffacciano con la loro imponenza, anche se solo per qualche istante, dimostrando che l’intento del regista non era quello di far angosciare il pubblico, ma di farlo pensare.
Anche se non a livello di altri film, come “Saturno contro” o “Le fate ignoranti” , “Magnifica Presenza” è una piccola perla capace di stupire, emozionare e catturare lo spettatore, come una favola a tratti un po’ amara, ma soprattutto sincera e disarmante.

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