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Di “Acciaio” nel film ce n’è veramente poco…

La pellicola “Acciaio” del regista Stefano Mordini, tratta dall’omonimo libro di Silvia Avallone, aveva tutti i presupposti per essere un film interessante.

Forse è stato un problema di aspettative troppo alte oppure è proprio il film a non essere davvero un granché.

Ma andiamo per ordine:

niente da dire sul cast.

Film "Acciaio" (2012) di Stefano Mordini

Film “Acciaio” (2012) di Stefano Mordini

Le due giovani attrici che hanno interpretato le protagoniste della storia (Anna Bellezza  nei panni di Francesca e Matilde Giannini nei panni di Anna) sono state più che convincenti nonostante la loro giovane età. Non parliamo poi di Michele Riondino che, bravissimo come al solito, ha rivestito alla perfezione il ruolo di Alessio, fratello di Anna e unico personaggio interessante di tutta la storia. Brava e affascinante come al solito Vittoria Puccini, nonostante il suo personaggio (Elena)  avesse pochissimo spazio e fosse delineato in modo davvero superficiale e confuso.

Passiamo alla storia e soprattutto al punto di vista principale del regista. Tutta la prima parte del film, se non quasi tutto il film, si fonda principalmente sulla relazione sessualmente ambigua di queste due ragazzine. La cosa potrebbe essere anche interessante se disegnata nel dovuto modo, ma diventa ripetitiva ed estremamente banale quando le uniche cose che succedono sono continui e inutili immagini di loro due che si svestono e rivestono a volte addirittura senza motivo. Inoltre le poche informazioni rilevanti, come ad esempio il rapporto di Francesca con il padre, non vengono descritte, ma solo accennate per poi ritornare alle solite inquadrature di  pelle nuda e gambe scoperte. Dopo quest’abbuffata di comportamenti vagamente saffici tra le due protagoniste, finalmente sembra che il film acquisti un po’ di senso, soprattutto grazie al personaggio interpretato da Riondino.  Anche qui, però, la storia resta confusa. Della vita in fabbrica c’è poco o niente e le uniche due cose che sembrano dare un po’ di rilevanza alla pellicola sono il ritorno del padre di Alessio e Anna, che aveva abbandonato la famiglia, e  la storia d’amore tra Alessio ed Elena, ma anche questi due episodi vengono descritti male, appena tracciati e quindi non riescono a coinvolgere e lasciano con l’amaro in bocca.

Insomma se doveva essere un ritratto realistico di una parte della nostra Italia, lo è stato in maniera confusa e poco chiara, se, invece, doveva essere un racconto sulla confusione sessuale di due ragazzine in piena adolescenza, non si è ben capito. Quello che mi è sembrato di vedere in realtà è stato soltanto un finto film impegnato fatto per guardoni a cui piace sbirciare ragazze un po’ troppo giovani sorprese in comportamenti affettuosi e in cambi d’abito…e non era questo che mi aspettavo. Che grande delusione!

 

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Commenti (1)

  • Anto

    Recensione giustamente implacabile: non basta mostrare carne giovane x fare un film alternativo.
    Peccato, perchè i presupposti per fare un buon film ci stavano tutti…

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