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Entriamo ne “La biblioteca perduta dell’alchimista”

Alle 18 di martedì 23 Ottobre, presso la Feltrinelli di Via Quattro Spade a Verona, si è tenuta la presentazione del secondo libro della trilogia di Marcello Simoni, “La biblioteca perduta dell’alchimista”.

Con un passato da studente di liceo classico, una laurea in archeologia, una carriera da saggista e un premio Bancarella 2012, Simoni ripercorre le orme di Fred Vargas, una delle sue scrittrici preferite da cui riprende l’amore per le ambientazioni più gotiche e per i personaggi più improbabili e dalle mille caratteristiche; giocando con le dicotimie, il bene e il male, santità ed eresia, le controversie del Medioevo, ne “La biblioteca perduta dell’alchimista” si trova a far muovere il suo personaggio (già vivo nel precedente “Il mercante di libri maledetti”), Ignazio da Toledo, nel XIII secolo .

“Un secolo buio”, sostengono alcuni studiosi, in realtà estremamente “illuminante” per molti aspetti.

Nel Medioevo, conferma Simoni, si riscoprono i libri, i manoscritti dall’Oriente; nasce la figura del copista e una nuova consapevolezza della realtà e dello studio di varie discipline quali, appunto, la medicina, la letteratura e, perchè no, l’alchimia.

Partendo proprio da queste basi e fondando il tutto su documenti storici di rilievo, il genere thriller assorbe tutti i generi, svecchia il tanto temuto romanzo storico ed, essendo estremamente propenso a ibridazioni, ben si adatta alla scrittura di Simoni.

Che dire? Non ci resta che lasciarci andare alla lettura di questa storia, a mio parere, molto coinvolgente e in grado di farci passeggiare per le città medievali, conoscere personaggi del tempo fatti di costumi e consuetudini e soprattutto strapparci un sorriso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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