Figaro qua, Figaro là: i meravigliosi 220 anni di Gioachino Rossini Reviewed by Momizat on . E' il più bravo dei barbieri. Serve uomini e donne di età diverse e di gusti diversi. Possiede doti a non finire. E' il parrucchiere che ogni donna vorrebbe. E' E' il più bravo dei barbieri. Serve uomini e donne di età diverse e di gusti diversi. Possiede doti a non finire. E' il parrucchiere che ogni donna vorrebbe. E' Rating:
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Figaro qua, Figaro là: i meravigliosi 220 anni di Gioachino Rossini

E’ il più bravo dei barbieri. Serve uomini e donne di età diverse e di gusti diversi. Possiede doti a non finire. E’ il parrucchiere che ogni donna vorrebbe. E’ Figaro, il factotum della città.

La celeberrima opera di Gioachino Rossini lo ha reso immortale nella storia della musica e del teatro: egli diventa l’emblema dell’ingegno umano in azione.  Vorrei ricordare il compositore ed il suo barbiere musicale con un piccolo pensiero in occasione dell’anniversario dei 220 anni dalla nascita, nel 1792.

Il “cigno di Pesaro”, come venne definito Rossini, aveva ricavato lo spunto per questa opera da un compositore napoletano, Paisiello, il quale godeva allora di ottima fama: l’avergli copiato il soggetto (come direbbero oggi i nostri registi) portò a Rossini immense critiche inizialmente, alle quali si aggiunse il fiasco totale della prima esecuzione dell’opera a Roma. Ma la gloria del “Napoleone di un’epoca musicale”, come lo definì Mazzini, era destinata ad aumentare enormemente.

Nativo di Pesaro, figlio di una cantante e di un rivoluzionario filo-napoleonico, crebbe tra note ed opere fra le quali sviluppò prestissimo la propria passione ed il proprio futuro lavoro. La sua vita fu degna di un romanzo: la gavetta presso i teatri veneziani, la fuga dalla laguna, la collaborazione con il “produttore” Barbaja a Napoli, la relazione con la soprana Isabella Colbran, il lavoro a Parigi.

Se l’Italia aveva forgiato l’ingegno del maestro Rossini e dei suoi personaggi, fu la Francia ad ospitarne gli ultimi capolavori: con il Guglielmo Tell si conclude però la sua attività di composizione. Egli passò i restanti 40 anni di vita fra ipocondrismo e vizi senili di un uomo che, stanco del frenetico ed impegnativo ritmo della composizione e direzione d’opera, si era voluto ritirare a vita privata nella splendida villa di Passy accanto all’amata Olimpia Pelissier.

Già Monicelli lo ricordava in un delizioso film “Rossini! Rossini!” dove un cast eccezionale (in cui appaiono Sergio Castellitto, Philippe Noiret, Giorgio Gaber, Jacqueline Bisset) fa rivivere le rocambolesche avventure del “titano di potenza e di audacia” che aveva tenuto l’Europa con il fiato sospeso grazie ai suoi crescendo. Il modo migliore per ricordarlo ?: accendete lo stereo od il computer ed ascoltate i suoi capolavori.

Auguri Gioachino! Gioachino Rossini!

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