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Genius Loci, Lo spirito di un luogo

Ogni luogo ha il suo Genius Loci, un’entità percepibile, quasi tangibile che sentiamo viva quando ci troviamo in un sito unico, straordinario, non solo per bellezza paesaggistica, ma anche per la presenza di spettacolari monumenti e viviamo irripetibili momenti. In questi luoghi possiamo percepire il fascino, l’anima e la forza di un ambiente che ci accoglie. Uno di questi luoghi è certo Sperlonga , una piccola città della provincia di Latina, vicino al mare. Per visitare i ruderi della città romana è necessario attraversare il museo archeologico, dove sono conservati i resti delle antiche gigantesche statue che erano poste all’interno della Grotta di Tiberio, l’imperatore vissuto in questi luoghi prima di trasferirsi a Capri nel 26 d. Proprio nella grotta, utilizzata anche per convivi, erano posti come scenario gruppi statuari giganteschi ispirati alla storia di Ulisse. Gli episodi descritti erano: l’accecamento di Polifemo, l’assalto del mostro Scilla, il ratto del Palladio e si aggiunge a queste il rapimento di Ganimede da parte dell’aquila. Proprio a Sperlonga, sul golfo in vista del monte Circeo, secondo la leggenda l’eroe omerico Ulisse aveva vissuto la sua avventura più pericolosa, sfuggendo alle insidie della bellissima maga Circe che aveva trasformato in porci i suoi compagni; l’imperatore Tiberio affidò fra il 4 e il 6 d.C. a una bottega rodia la riproduzione in marmo di gruppi scultorei con gli episodi chiave dell’Odissea da originali bronzei del II secolo a.C. Nella parte centrale della grotta era, invece, stata scavata un piscina circolare (diametro 21,90 m) con un basamento cubico nel mezzo. Nella parte anteriore la stessa piscina si allunga in un’altra vasca rettangolare lunga quasi 30m, con una specie di isolotto centrale e peschiera dotata di dispositivi ad anfore alle pareti per la stabulazione dei pesci. Due piattaforme laterali costituivano gli elementi di divisione tra le vasche sopra descritte e sono state riconosciute, dai frammenti conservati di basi, come punto per collocare gruppi statuari. Uno sperone calcareo, sporgente da un lato della grotta, fu scolpito con la forma di una prua di nave, originariamente rivestita con tessere di mosaico. Oltre l’effetto scenografico, grandissimo interesse ha suscitato l’iscrizione mosaicata che era posta alla base della prua, recante tale testo: Navis Argo. Argo è l’unica riuscita a passare, secondo il mito, attraverso gli scogli Planktai. Questa grotta esprime chiaramente l’ideale romano di bellezza e di forza e per noi contemporanei un luogo magnifico dove sostare e riflettere a tu per tu con il suo Genius Loci.

La grotta di Sperlonga

Testa di Ulisse conservata al museo di Sperlonga

foto realizzata da chi ha scritto l'articolo

Polifemo accecato da Ulisse, gruppo scultoreo ricostruito grazie ai frammenti ritrovati nella grotta.

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