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Homeland: l’incubo del terrorismo in una serie TV

Qualche mese fa ho iniziato a vedere un nuovo telefilm che va (o andava) in onda Lunedì sul canale FOX di sky 111: Homeland. C’è un solo modo per descriverlo: geniale.

Il telefilm narra di un analista della CIA della divisione anti terrorismo, Carrie Mathison, che viene a conoscenza grazie ad un pentito terrorista in procinto di morte che un soldato americano si sarebbe convertito all’Islam. Qualche tempo dopo viene ritrovato in una base di Al-Qaeda il sgt.Nicholas Brody, un Marine statunitense tenuto prigioniero per otto anni Iraq.
Il Marine rientra quindi in patria e ovviamente viene subito fatto passare per un eroe grazie anche ai media, anche se alcuni agenti del reparto anti terrorismo sono diffidenti.

Questo telefilm è un documento affascinante per chi è attratto da tutto ciò che riguarda il giallo-misterioso con una spruzzata di terrorismo e psicologia dei protagonisti. Ogni episodio è composto da piccoli frammenti che presi separatamente non hanno un significato preciso, ma uniti danno l’idea del quadro generale. L’ingegno e l’astuzia con che lega i personaggi è realistica e molto ben congegnata. Dopo aver visto il primo episodio non riuscirete a smettere di guardare gli altri.

Un episodio dopo l’altro è sempre più facile comprendere quanto questo telefilm sia ispirato agli attentati dell’11 settembre 2001. Anche la sigla contiene parti che si riferiscono esplicitamente a questi fatti in un sottofondo blues inquietante che in qualche secondo descrive la vita di Carrie: un mix di pazzia e mistero.

Già, perchè Homeland racconta anche la storia privata dell’agente che tiene sotto controllo Brody, Carrie Mathison. Andando avanti negli episodi si scopre che questa persona non è del tutto sana, la sua mente è completamente pazza ma non in senso cattivo. Riesce infatti a unire schemi logici complessi, formati da eventi insoliti e incompatibili. Il carattere del personaggio è ben studiato dal punto di vista psicologico, tanto che sembra una persona reale.
In uno degli ultimi episodi, verso la fine, quando viene scoperta la sua malattia dal suo capo, si vedono delle scene molto significative che grazie ad un’azzeccata colonna sonora di tromba malinconica riesce a far capire la disperazione di Carrie quando tutto il suo mondo e tutto ciò su cui si basava la sua vita crolla in un secondo.

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