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Il Coro Thomaner di Lipsia in Germania, il primo coro diretto da Johann Sebastian Bach, celebra quest’anno la sua nascita.

Traduzione a cura di Viki Gianetti

E’ sopravvissuto a trent’anni di guerre, alla peste, e ai regimi Comunista e Nazista. Questo mese uno dei più celebri e antichi cori- Johann Sebastian Bach lo diresse nel diciottesimo secolo – festeggia il suo ottocentesimo anniversario con una miriade  di celebrazioni.

Il Thomanerchor sarà celebrato in tutta la Germania in particolare nella sua città natale Lipsia : mostre, cerimonie e documentari tratteranno della significativa storia e dei risultati raggiunti da questa istituzione che senza dubbio  rappresenta il più grande e il più dinamico  prodotto di esportazione culturale nazionale. Il Coro, che ha 90 membri (ragazzi in età scolare), verrà anche acclamato per i suoi principi fondatori di carattere educativo e egualitario, che valgono ancora oggi.

Bach fece  parte  di questo coro maschile, che esiste da ben 475 anni, per ventisette anni,  in qualità di  cantore, e di  direttore, con il compito di comporre una nuova cantata per i ragazzi  del coro ogni settimana. Un gesto che indubbiamente ha  unito coro e compositore e ha dato al coro Thomaner il soprannome di “Coro di Bach”, il suo nome suona vivo e chiaro, si dice che esso abbia origine non solo dal rigore di Bach  ma anche  dalla sua maestria creativa.

Il legame con il compositore resta sentimentalmente forte. Quando cantano nella chiesa di St Thomas, a pochi metri dalla tomba dove è sepolto Bach, i coristi si sentono sentimentalmente vicini al compositore, anche a più di 250 anni dalla sua morte. “Se il coro sta cantando bene insieme si può sentire certamente la presenza di Bach”, ha detto Konrad Didt, 19 anni, che  è al suo ultimo anno.

L’atmosfera familiare ha molto più a che fare con il sistema che è antico come il coro stesso. Nove o dieci Thomaner- tutti di età diversa, dai 9 ai 19 anni- si ritrovano insieme  nello Stuben, o parlatori, che cambiano personale ogni anno. I ragazzi più grandi quindi si occupano dei più giovani : aiutandoli con i compiti, a superare la nostalgia o ad imparare le cantate di Bach.

“Tutto questo non solo significa che i ragazzi si  prendono cura uno dell’altro, ma  che si possono lasciare da soli 65 ragazzi a Tokio ed essere sicuri che arriveranno puntuali alle prove”, ha detto Christian Wolff, il prete di St Thomas. Recentemente, il sistema Stuben è stato risistemato al fine di lasciare maggiore privacy ai ragazzi.

La celebrazione, che include un filmato documentario, tratterà dell’impressionante longevità del coro- come esso sia riuscito a sopravvivere non solo a  trenta anni di guerra e alla peste- che lo ha quasi distrutto- ma anche alla seconda guerra mondiale, quando la location era stata spostata per questioni di sicurezza fuori daLipsia dopo che la scuola era stata distrutta dai bombardamenti. I ragazzi furono portati in un camion  per cantare nei concerti domenicali settimanali. “La gente era solita ammassarsi in chiesa, perché il coro con la sua musica dava loro conforto a quel tempo”, ha detto Stefan Altner,  direttore generale del coro.

I coristi erano obbligati ad  aderire al movimento giovanile hitleriano durante il Nazismo, ma cercavano  relativamente di non  sostenere le politiche dominanti. Dopo il 1945, il coro si trovò immobilizzato nel comunismo della Germania dell’est. Mentre la maggior parte dei ragazzi furono obbligatoriamente assunti  dal movimento giovanile comunista, tutti i tentativi da parte del regime ateo di cambiare il repertorio sacro caddero quando ci si rese conto che il  Coro Thomaner costituiva un prodotto culturale nazionale degno di grande stima che avrebbe dovuto essere protetto.

La direzione del coro ha anche posto resistenza a tutti i tentativi per cambiare la lingua straniera che i ragazzi hanno imparato dal Latino al Russo, sostenendo che il Latino era una lingua vitale per la musica sacra cantata in chiesa. I musicologi lo vedono come un’isola al tempo del Nazismo e del Comunismo che lo ha aiutato a mantenere il suono virtuoso e unico assicurandogli una reputazione internazionale. Una cosa è stata il dover  sopravvivere alla dittatura,  ma ora, il coro affronta la sua più grande sfida quella di assumere nuovi membri. Pochissimi giovani tedeschi si sono avvicinati alla musica classica nell’era dell ’Mp3. Il coro ha ingaggiato dei talent scout per far scoprire la musica di Bach negli asili tedeschi, con la speranza di individuare potenziali coristi. Il coro ha inoltre programmato di aprire dei propri asili guardando al futuro.

 

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