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“Immaturi: il viaggio” e la comicità sul grande schermo

Probabilmente molti lo stavano aspettando, certo è che il sequel di “Immaturi” non passerà inosservato al grande pubblico. La storia originale del primo film, con un gruppo di amici romani compagni di classe al liceo che si vedono costretti a ri-sostenere il loro esame di maturità per un errore burocratico, ha sicuramente entusiasmato migliaia di fans in giro per i cinema italiani. Adesso giunge il tanto atteso seguito, “Immaturi: il viaggio”, che descrive il classico tour post-maturità degli studenti liceali e non. Location ideale per il film è l’isola greca di Paros, splendida scenografia per una storia incentrata sugli equivoci e sui colpi di scena finali. L’inizio fa già trapelare qualcosa sul resto della storia, con il gruppo costretto a dividersi per il viaggio per problemi organizzativi. E così, mentre le rispettive mogli sono a casa, Giorgio (Raoul Bova) e Lorenzo (Ricky Memphis) iniziano a creare degli intrighi amorosi con relativa spannung e scioglimento finale a mio parere inatteso, mentre Pietro (Luca Bizzarri) tenta l’avventura con un’affascinante Gloria (Francesca Valtorta). All’arrivo delle relative consorti/fidanzate corrisponde anche l’inizio della fine (se così si può dire), con equivoci a non finire e colpi di scena all’ordine del giorno. Il seguito di “Immaturi” è un film-commedia incentrato chiaramente sulla risata e che vive un po’ di rendita per una sceneggiatura molto originale rappresentata nel primo film, ma suscita l’ilarità degli spettatori senza mai cadere nel banale o tantomeno nel volgare. La critica mossa dagli esperti verso questo film diretto egregiamente da Paolo Genovese è la mancanza di un filo conduttore unitario (come gli esami nel primo), inscenando piuttosto una cornice di storie apparentemente slegate tra loro. Questo è effettivamente quello che succede al gruppo di ragazzi, e che credo il regista abbia voluto sottolineare. Infatti una volta sbarcati a Paros, le strade si dividono, le vite private hanno il sopravvento e si assiste ad una “rottura” del classico panorama liceale in cui vige la filosofia del “più siamo, meglio è”. Non a caso è proprio la più trascurata del gruppo, Francesca (Ambra Angiolini), colpevole di non avere il fidanzato sull’isola, che tenta continuamente di riunificare il gruppo in un ipotetico viaggio in gommone, però sempre rimandato. E’ difficile trovare la scena madre di questa commedia, ma tante sono da ricordare. Tra le tante cito forse la più “sentimentale” tra Virgilio (Paolo Kessisoglu) e Eleonora (Anita Caprioli) che introduce un nuovo modo di affrontare un tumore al seno, non più basato sul vittimismo e soprattutto senza cadere nell’eccessivo paternalismo. Il risultato di queste puzzle di storie è un film ben riuscito, degno seguito del primo ma forse più incentrato sulla comicità rispetto al suo predecessore. Io, da buon spettatore medio, riporto la mia personale opinione, condivisibile o meno. Film certamente simpatico, molto piacevole e, a mio parere, da vedere.

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