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Io e te

Dopo nove anni di pausa, Bernardo Bertolucci, regista di spicco del cinema italiano del trentennio ‘70-’90, torna dietro la macchina da presa, effettuando la trasposizione del romanzo breve “Io e te” dell’autore romano Niccolò Ammaniti, dai cui racconti e romanzi sono stati tratti vari film tra cui “L’ultimo capodanno”, “Io non ho paura”, “Come Dio comanda” e “Branchie”.

Il lungometraggio è stato presentato in anteprima fuori concorso alla 65esima edizione del Festival di Cannes.

Protagonista del film è Lorenzo Cuni, interpretato da Jacopo Olmo Antinori, straordinariamente somigliante a Malcolm McDowell, (Olmo era il nome di uno dei due personaggi principali di “Novecento”, sarà forse un segno?), ragazzo asociale e “con un forte ego” che lo porta a pensare e a badare solo a se stesso, allontanandosi dai suoi simili. Un giorno finge di partire in settimana bianca con la sua classe ma in realtà si rifugia nello scantinato del palazzo in cui abita, organizzando un’attenta scorta di cibo e di letture preferite. Di lì a poco, nel suo rifugio, irromperà Olivia, interpretata da Tea Falco, la sua sorellastra venticinquenne con problemi di tossicodipendenza, in crisi di astinenza, che fa di tutto per complicare la sua “vacanza”.

Io e te” è uno dei più atipici romanzi di Ammaniti, magari non uno dei più riusciti e di sicuro, la trasposizione sarebbe potuta essere nettamente superiore.

Citando “Nuovo Cinema Paradiso”, -prima o poi arriva un tempo che parlare o stare muti è la stessa cosa; allora è meglio starsi zitti-. A 71 anni Bernardo Bertolucci, se i risultati sono questi, potrebbe tranquillamente restarsene a casa a riposarsi, a godersi la tanto meritata vecchiaia. Potrebbe dedicarsi alla pittura, alla poesia, ad altre discipline artistiche in genere eccetto che al cinema, lasciando la settima arte ad altri autori giovani che, ora come ora, saprebbero fare meglio di lui. E’ vero, l’autore parmense ha regalato al mondo del cinema una serie di capolavori invidiati da qualsiasi regista del mondo, inutile elencarli, ma l’ultima opera è davvero annichilente.

“Io e te” dura appena un’ora e mezza, ma sembra più lungo dell’infinito “Novecento”. E’ un film di formazione, ma persino “Mignon è partita” gli è superiore. E’ stato girato da un grande regista, ma sono parecchie le scene fuori fuoco. Che il buon Bernardo abbia preso una così grande cantonata?  Probabilmente l’anziano regista non è dotato del piglio e della sensibilità giusti per affiancarsi alla gioventù e agli adolescenti dei nostri tempi. La sequenza finale, il primo piano sul volto brufoloso del giovane Antinori successivo all’establishing shot è semplicemente ridicolo.

Che Lorenzo, protagonista del film, sia cresciuto dopo solo una settimana di convivenza in uno scantinato con la sorella, è opinabile.

Nella parte finale del film gli sceneggiatori, in evidente stato di confusione mentale e a corto di idee, sembrano aver inserito una serie di battute con l’unico scopo di fare pubblicità alla straordinaria attrice e fotografa catanese Tea Falco. Vengono, difatti, mostrate le sue fotografie, elencati i premi che ha ricevuto… mancanza di idee per andare avanti?

Le uniche scene che non rendono completamente inutile la visione del film sono due: l’entrata in scena della protagonista femminile, e la sequenza sulle note di “Ragazzo solo” di David Bowie/Mogol.

Tea Falco entra in scena inquadrata di spalle, con una bruttissima pelliccia, molto simile a quella di Maria Schneider in “Ultimo tango a Parigi”. Si introduce quindi un elemento esterno, estraneo ed alieno nella cantina asettica del ragazzino/psicopatico. La dura realtà entra in un contesto quasi favolistico.

Nella seconda scena interessante, è notevole la fisicità dei due interpreti perfettamente inquadrati e tagliati, che riescono a muovere i loro corpi sulle note musicali canticchiate dalla protagonista femminile in uno splendido dialetto siculo strascicato e sofferto in una sorta di delirio baccantico. Due solitudini si incontrano, il ragazzo solo e la ragazza sola condividono le loro solitudini in questa splendida danza catartica.

Le premesse erano buone, peccato che non siano state assolutamente mantenute.

Voto: ★★

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Commenti (4)

  • loveless

    Ehi ciao! Non ho ancora visto il film ma non so perché avevo il sentore che si trattasse di uno di quegli ultimi tentativi mal riusciti che i grandi registi fanno alla fine della loro carriera, vorrei capire se The Dremears è migliore o peggiore? (Lo tiro in ballo essendo l’ultimo film di Bertolucci prima di questo)

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    • Matteo Marescalco

      Ciao, purtroppo (a questo punto non so fino a che punto valga la pena essere dispiaciuto) non ho ancora visto “The Dreamers”. Non appena lo vedrò, ti farò sapere. Comunque, con Bertolucci non tutto è perduto… in fin dei conti anche Wenders ha realizzato il ridicolo “Palermo Shooting” ma si è ripreso alla grande con “Pina 3D”. L’hai visto quel film?

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  • Anto

    “annichilente…cantonata…ridicolo…”

    qui di ridicolo -a mio modestissimo parere- c’è soltanto l’invito fatto a Bernardo Bertolucci (B-E-R-N-A-R-D-O B-E-R-T-O-L-U-C-C-I!!!!!) di lasciare il posto “ad altri autori giovani che, ora come ora, saprebbero fare meglio di lui”.

    Amico mio, le cose sono 2: o non hai visto il film di cui parli.. o non hai visto quelli dei tuoi cari “autori giovani”.

    Pollice verso alla rece; applausi al Maestro Bertolucci.

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  • Matteo Marescalco

    Caro Anto, ho visto il film di cui ho parlato e ho anche letto il breve romanzo da cui è tratto. I miei cari “autori giovani”, per carità, giovani in senso relativo e non assoluto, sono, in primis, Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Paolo Virzì, Daniele Ciprì, Susanna Nicchiarelli e Valerio Mieli. Bernardo Bertolucci ha regalato perle alla cinematografia mondiale, niente da dire, ma questo è, a mio parere, un film completamente sbagliato e non capisco perché in virtù del nome che porta e di ciò che ha fatto, sembra deprecabile stroncare un suo film. Ti consiglio di vedere L’imbalsamatore, Gomorra, Reality, Primo amore, Il Divo, Le conseguenze dell’amore, Caterina va in città, Tutta la vita davanti, L’ora di religione, Vincere, Bella addormentata, La migliore offerta, Cosmonauta, Dieci Inverni. Trattasi di film, nella mia modesta ottica, più riusciti dell’ultima fatica di Bertolucci. Probabilmente, a non aver visto i film dei miei cari autori giovani, sei stato proprio tu…

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