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la cultura è una sola… meglio se condita “con ironia, arguzia e qualche parolaccia”

Qualche giorno fa sono stata a una serata  intitolata La musica della narrazione,  ospite Alessandro Baricco, presso il Teatro Nuovo di Verona.

Per chi non lo conoscesse, Baricco è romanziere, narratore teatrale, giornalista, saggista, critico musicale, sceneggiatore, regista e critico della cultura. Ma la notizia che più mi ha colpita del suo curriculum vitae, è stata questa: laureato in filosofia con Vattimo.

Un filosofo. Ho ripetuto lentamente fra me e me. Un filosofo, un uomo di una cultura “pazzesca!” come Baricco, un filosofo.

Se io penso a un filosofo, vivente in carne e ossa, non a quelli di cui si legge sui manuali, ho sempre pensato a grandi professori, bravi e meno bravi, ma pur sempre a dei professori universitari.  Questo gruppo di esseri trascendenti spesso il reale, che ti guardano dall’alto della loro cattedra e dei loro numerosi anni di studi, insegnamento e pubblicazioni; quelle persone che quando parlano, non si concedono di usare termini banali e poco ricercati, devono sfoggiare il loro vasto vocabolario. Non disprezzo affatto l’università, a volte ne critico negativamente il sistema, altre alcuni personaggi, ma la frequento perché trovo sia una tappa fondamentale per la mia istruzione. Tuttavia anche se la cultura universitaria può dare tanto, secondo me limita. Le facoltà e i vari corsi universitari creano dei paletti, dovuti all’iperspecializzazione del sapere; e, a meno che una persona non diventi un professore universitario, prima o poi bisognerà uscire dall’ateneo e confrontarsi con il mondo reale.

Uscendo ti ricordi che la cultura non è limitata a ciò che ti è stato insegnato e di cui hai studiato all’università. Si possono incontrare personaggi eclettici, come Alessandro Baricco, che ti illustrano il percorso articolato della loro carriera, mostrando la propria cultura enciclopedica, con ironia, arguzia e qualche parolaccia. Le contaminazioni sono possibili, il filosofo non è solo filosofo, ma può essere altro. La cultura è una sola, non esistono i dipartimenti e i percorsi di studi prestabiliti; esistono libri, estratti, riviste, persone con cui entrare in contatto, confrontarsi, scambiarsi, e perché no, creare nuove culture, contaminazioni, punti di vista.

“Si imparano un sacco di cose, avendo la pazienza di farlo.” Alessandro Baricco

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