Lettera al Rettore Reviewed by Momizat on . C'è crisi eppure in cultura si investe. "Meno male" diranno alcuni. "Certamente"rispondo io. Ma come è possibile che tanta gente si iscriva all'università? E io C'è crisi eppure in cultura si investe. "Meno male" diranno alcuni. "Certamente"rispondo io. Ma come è possibile che tanta gente si iscriva all'università? E io Rating:
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Lettera al Rettore

C’è crisi eppure in cultura si investe.

“Meno male” diranno alcuni.

“Certamente”rispondo io.

Ma come è possibile che tanta gente si iscriva all’università?

E io che ho solo una panoramica ristretta alle facoltà umanistiche di via San Francesco nella piccola Verona, son qui a dire ste cose!

Ogni giorno una coda mi investe fin dall’ingresso principale: nuove sbandate matricole in cerca di una qualche informazione utile ai fini dell’immatricolazione.

E intanto l’importo delle tasse da pagare cresce di anno in anno; vero è che si possono chiedere agevolazioni e riduzioni dei contributi, ma 800 euro non sono poi pochi per una famiglia media (consederando poi che è la prima di due belle rate!).

Oltretutto tra l’ingente quantità di moduli da compilare, scadenze sempre più riavvicinate e difficili da rispettare, uffici dislocati nei luoghi più disparati della città, uno studente (specie se matricola) si trova davvero disorientato.

Spesso e volentieri la proposta formativa non corrisponde effettivamente ai corsi previsti e in partenza; si rimane fuori corso anche senza volerlo e il bello è che non esistono nemmeno modi per reclamare o, perlomeno, far sentire la propria voce.

E’ un grido alla scuola italiana, il mio.

Il grido di una studentessa come tante che lotta ogni giorno per ottenere rispetto non soltanto per sè.

Dove sei Stato italiano?

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