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Letture estive: “Dice lo Zen”

Dice lo ZenSpulciare tra gli scaffali delle librerie è uno di quei piaceri che internet non ha ancora potuto sostituire. Talvolta, poi, l’aver passato delle ore a scartabellare tra vecchie copie in offerta e nuovi arrivi, è un esercizio che ripaga della fatica di non aver usato Amazon. In queste situazioni capita allora di imbattersi in libri come Dice lo Zen (2008), edito da Feltrinelli. Un’opera decisamente fuori dall’ordinario, con una curiosa storia alle spalle e con contenuti assai originali, sia per il tema trattato, sia per la forma espositiva.

L’autore, il taiwanese Tsai Chih Chung, è uno dei più importanti fumettisti dell’Asia orientale, che dopo aver fondato una società di animazione e aver ottenuto un grande successo nel campo dei fumetti d’azione e umoristici, ha deciso di rimettersi in gioco provando a divulgare il pensiero dei più importanti pensatori antichi, ovviamente usando la forma d’espressione che meglio conosce: il disegno.
Una scelta azzardata, quasi folle, che poteva far rabbrividire i numerosi e preparati cultori del genere, ma che grazie all’immediatezza e alla semplicità delle sue strisce ha ottenuto un successo strepitoso, che lo ha spinto ad approfondire questa modalità di divulgazione, tanto che alcune sue opere sono state adottate anche nelle scuole pubbliche giapponesi.
Dice lo Zen è figlio di questo nuovo modo di esporre tematiche che, altrimenti, nella maggior parte dei casi rimarrebbero confinate nella cerchia degli appassionati di filosofia orientale, senza fare breccia nel lettore comune.

L'ordine della vita e della morte

Beninteso: dopo questa lettura difficilmente raggiungeremo il Nirvana! Salvo qualche vignetta troppo criptica, le circa 100 storielle presentate sono quasi sempre molto dirette e molto sintetiche, coerentemente con lo scopo dell’opera. Lungi però dall’essere un libro superficiale, è anzi uno di quei titoli da avere in casa e da rileggere ogni tanto, giusto per avere qualche aneddoto carino da raccontare, o da regalare a qualche amico sufficientemente curioso per apprezzarlo, ma non abbastanza ferrato in materia per digerire da subito un Zhuangzi o un Liezi. Tra così tante perle di saggezza, taoiste o buddhiste che siano, difficilmente non ne troveremo neppure una capace di colpirci e di lasciarci un poco interdetti, prima che il solito trantran quotidiano le riponga nel dimenticatoio. Le grandi verità sono spesso più semplici e più disponibili a nascondersi nelle piccole cose, di quanto noi stessi siamo disposti a credere, dice lo Zen.


Un cieco con la lanterna

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