Mary Shelley’s Frankenstein Reviewed by Momizat on . 1974. Victor Frankenstein viene recuperato sulla banchisa polare dal capitano Walton che lo fa portare a bordo della sua nave e ne ascolta il racconto. Frankens 1974. Victor Frankenstein viene recuperato sulla banchisa polare dal capitano Walton che lo fa portare a bordo della sua nave e ne ascolta il racconto. Frankens Rating: 0
Home » Articoli Vari » Mary Shelley’s Frankenstein

Mary Shelley’s Frankenstein

1974. Victor Frankenstein viene recuperato sulla banchisa polare dal capitano Walton che lo fa portare a bordo della sua nave e ne ascolta il racconto. Frankenstein, dopo una tranquilla infanzia nella natia Svizzera, aveva studiato a Ingolstadt e, sconvolto dalla morte di parto della madre, aveva creato un essere umano tessuto con pezzi di cadavere. Riuscitoci, aveva dovuto prendere atto che il mostro gli provocava solo orrore e perciò l’aveva ripudiato. Ma la creatura si era rivelata vendicativa…

Mary Shelley’s Frankenstein è il titolo del 21esimo adattamento cinematografico del romanzo della Shelley, interpretato da Kenneth Branagh, Robert De Niro, Tom Hulce, Ian Holm e da Helena Bonham Carter.

A breve distanza dal “Dracula di Bram Stoker” -i due classici mostri viaggiano spesso in coppia- Francis Ford Coppola affida la regia del film all’attore britannico di formazione teatrale Kenneth Branagh. Ambientazioni e costumi sono impeccabili, il cast è di primo piano, a partire dallo stesso Branagh nel ruolo di Victor Frankenstein e da De Niro in quello del mostro, la sceneggiatura firmata da Frank Darabont (che da lì a qualche anno sarebbe diventato anche un ottimo regista) è buona. Eppure l’insieme, amalgamato, non funziona. E la colpa principale di questo fallimento è da attribuire a Kenneth Branagh, che applica al film una messa in scena teatrale completamente sbagliata, riempie la sua opera di una serie di sequenze contingentemente barocche che tendono al puro e mero autocompiacimento, pone eccessivamente l’attenzione sul suo personaggio a scapito di una più profonda analisi psicologica del mostro, che cambia comportamento con la rapidità di un furetto. Branagh si mostra indeciso, fin dall’inizio, su cosa debba realizzare: un horror, che considera, evidentemente, un genere minore, o un film drammatico. Ne viene fuori un pessimo cocktail tra i due generi.

La recitazione di Branagh è buona, se si fosse mostrato un po’ meno superuomo, e se avesse condotto i suoi esperimenti da vestito, anziché muoversi tra cadaveri, sangue e operazioni, parzialmente nudo, puntando meno sulla sua prestanza fisica, sarebbe stato meglio. Il trucco eccessivo impedisce a De Niro di giganteggiare, come suo solito, tuttavia il magistrale interprete riesce ad infondere al mostro solitudine, dolore e cattiveria come reazione al rifiuto. Acerba la Bonham Carter.

Mi chiedo come possa aver sbagliato così grossolanamente Coppola ad aver affidato la regia a Branagh che non ha avuto né la cultura né la sensibilità necessarie per dirigere un film filosofico. Non oso immaginare che perla avrebbe potuto girare Tim Burton. In fin dei conti, la storia di Edward mani di forbice non è la stessa di Frankenstein nel caso in cui fosse stato accettato dagli altri?

 

Voto: ★★

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su