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Duran Duran in Arena:un salto nel passato

Quando mia sorella (classe 1972) mi ha “costretto” ad accompagnarla al concerto dei Duran Duran, ammetto che il mio primo pensiero è stato: “Spero che prenda il wi-fi, almeno posso vagare su internet!”. E invece, sebbene io non sia un amante del genere, mi sono proprio ricreduta.
Inutile dire che la bellissima cornice dell’Arena di Verona ha ospitato una folla incredibile di quarantenni scatenati, tornati per una sera a trent’anni fa. Infatti il primo concerto in Italia di Simon Le Bon e compagni risale proprio a trent’anni fa: nonostante gli anni siano passati, sia per i fan, che per il gruppo (ve lo assicuro, tra rughe e chiletti in più, non solo una sfegatata ammiratrice ha esclamato “beh sono invecchiata meglio io!”), ieri si è visto uno spettacolo che merita le migliori recensioni.

La band ha saputo unire nella scaletta sia i vecchi successi, che hanno fatto scatenare tutto il pubblico, sia i brani tratti dal nuovo album “All you need is now”, accolti con interesse ed emozione quasi al pari dei “classici”.
Piuttosto minimalista la scenografia, che ha comunque stupito per le clip mandate su maxi schermi, come nel caso di “Girl Panic!”, il nuovo singolo, il cui video vede come protagoniste alcune conosciutissime top model.

Al di là dei grandi momenti di divertimento, dati sia dai pezzi scatenati e coinvolgenti, sia dalle abilità di intrattenitore del frontman Le Bon,  ci sono stati anche parentesi serie: la band ha infatti dedicato un momento di raccoglimento alle vittime del terremoto in Emilia, terminando la riflessione di Simon con la bellissima “Ordinary world”.

Quello che più mi ha colpita è stato il grande riscontro positivo che i Duran Duran sono riusciti ad ottenere in Italia, dopo tutti questi anni di carriera e concerti: ho visto persone commuoversi ascoltando “Save a prayer”, o con tatuaggi che riportano titoli delle loro canzoni; insomma, al di là della musica, Simon Le Bon, John Taylor, Nick Rhodes e Roger Taylor hanno veramente influenzato la vita di chi li ha sempre seguiti.
Un concerto in cui questi “Wild Boys” danno prova di saper ancora emozionare, nonostante gli anni passati e l’età, fino a coinvolgere anche chi, come me, non li aveva mai ascoltati e che da oggi li seguirà con piacere.

Musica pop, ma comunque di qualità, che ci dimostra come ciò che viene fatto con passione non passi mai di moda.

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