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Paolo Campopiano presenta: “L’Ottocento, secolo smarrito”

Paolo Campopiano presenta: “L’Ottocento, secolo smarrito”

Inaugurata lo scorso 10 Novembre, a Treviso, “L’Ottocento- secolo smarrito”, si candida a diventare una tappa irrinunciabile non solo per chi ha sposato la fede “macchaiola” , ovvero per gli appassionati della particolare corrente pittorica italiana sviluppatasi a cavallo fra Ottocento e Novecento,  di cui le splendide tele esposte si fanno portavoce, ma per ogni appassionato di storia dell’arte.

Boldini, Fattori, Ciardi, Dall’Oca Bianca ed altri nomi illustri figurano nell’accurata selezione di quadri scelti per comporre questo personale sguardo sull’Ottocento, secolo che -come dice il nome stesso della rassegna- molte volte si trova bistrattato o propriamente “smarrito”.

Paolo Campopiano, curatore ed organizzatore della rassegna, ce ne spiega il motivo: <<Molto spesso l’arte del diciannovesimo secolo si trova in una sorta di zona d’ombra. Le tendenze artistiche odierne rivolgono grande attenzione all’arte contemporanea, a scapito dei grandi classici. Si accantona la Storia, ci si dimentica delle tematiche sorprendenti portate in luce con straordinaria naturalezza da questo nutrito gruppo di artisti, di cui ho selezionato le opere di maggior pregio e rilevanza pittorica.>>

E girando fra le sale del Centro Espositivo Permanente sito in Via San Nicolò 15, non si può far a meno di concordare con quanto affermato sopra: le venti tele esposte, lasciano a bocca aperta.

Si inizia con “Ritratto di giovane”, opera di Giovanni Boldini datata 1920 c.a, rappresentante uno splendido primo piano femminile che sboccia letteralmente dalle “sciabolate”, pennellate oblique scure dello sfondo; quadro che per delicatezza pittorica ed uso dei colori trasmette una sensazione di fascino e mistero. Boldini, famoso per il celebre ritratto di Giuseppe Verdi, amava dipingere donne, che rendeva sinuose e flessuose, allungando colli, braccia e mani, utilizzando sfumature cromatiche tese ad evidenziarne il carattere effimero, voluttuoso e sensuale.

Si prosegue poi con le tele di Giovanni Fattori, esponente principale dei Macchaioli, presente con ben due opere datate rispettivamente 1864 e 1890: “Bagni e squarci a Castiglioncello” e “Vicino al campo, in sosta“, quadri dove la componente umana è, se presente, accessoria. E’ la Natura a parlare, sono i colori, intensi e vibranti a comunicare. Le emozioni non restano impigliate nel colore, ma si diffondono agli spettatori. Sono opere che si contemplano in silenzio.

Di Beppe Ciardi, è presente uno scorcio veneziano ed in particolare si tratta di “Barconi davanti all’Isola di San Giorgio”: olio su tela dove cielo e mare sembrano quasi fondersi, se non fosse per il profilo dell’Isola di San Giorgio e della sua basilica che creano una sorta di linea d’orizzonte. Quadro studiato e giocato tramite un sottile gioco di luci ed ombre, per un effetto ermetico singolare.

Proseguendo fra le chicche della mostra, impossibile non citare la sontuosa “Piazza delle Erbe”, dipinta da Angelo Dall’Oca Bianca, pittore veronese che rende omaggio tramite pennellate, a tratti sottili e a tratti decise, alle bellezze architettoniche della sua città. Quasi non si nota la fanciulla in primo piano, nascosta dalla maestosità dei palazzi, della fontana e della statua presenti. Come nel caso del Fattori, ma con un diverso impianto cromatico, sono gli ambienti a parlarci e non tanto l’Uomo che li abita.

Sarebbe lungo e limitante analizzare ogni singola opera presente, non rimane che la visita, ricordando che la mostra rimarrà aperta fino al 31 dicembre ed è ad ingresso completamente gratuito.

Per maggiori informazioni contattare direttamente il signor Campopiano al numero: 0422/55347

O mandando una mail a : paolocampopiano@yahoo.it

 

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