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Paolo Moisello: un creativo a lavoro! (I parte)

1) Paolo Moisello: chi sei e cosa fai nella vita?

Sul mio biglietto da visita c’è scritto “Creativo Galattico”. Mi rendo conto che, messa così, la definizione può apparire un tantino megalomane, una cosetta in stile Mad Doctor dei fumetti.
In realtà, ho scelto quest’etichetta volutamente cosmica per comunicare, con un tocco di (auto)ironia che… faccio un po’di tutto!§
Il fatto è che inventare storie, disegnarle, raccontare la realtà attraverso il filtro della satira, vedere il mondo con gli strumenti della fantasia, ingarbugliare le parole per mezzo di enigmi e rebus… sono tutte meravigliose alchimie che mi hanno sempre appassionato e, quando si è trattato di scegliere a quale di queste dedicarmi… le ho scelte tutte!
All’inizio ho provato ad elencare, nell’esiguo spazio del biglietto da visita, i miei campi di interesse creativo, ma ne risultavano sempre lunghe liste prolisse, così ho deciso di inventarmi la buffa specializzazione di Creativo Galattico e di presentarmi in questo modo.
Ho cominciato con la pubblicità, negli sberluccicanti anni ’80, poi mi sono aperto al mondo delle vignette e della satira, ho piluccato un po’ di storyboarding e di sceneggiatura, grazie ad alcuni amici di Genova che mi proposero di curare storie interattive di Edutainment su CD-Rom (una novità, per l’epoca!), poi ancora storie a fumetti ed illustrazioni per testi didattici ed educativi… il tutto sempre in crescendo, accumulando esperienze talora sinceramente bislacche… Soltanto un paio di giorni fa, ho ripescato in soffitta alcuni bozzetti per mascottes di una linea di dolcetti polacchi, la pagina di un catalogo di thyristori (tuttora non ho capito cosa siano!), il progetto per un succedaneo dei Pokemòn (i Mikromòn, creaturine collezionabili che scorrazzavano nello spazio subatomico)…

A tutt’oggi devo confessare che la situazione non si è particolarmente chiarita; quando qualcuno (di solito una vecchia zia o un cugino ingegnere) mi pone la fatidica domanda: “Sì, vabbèh… ma alla fin fine, che lavoro fai?”,mi sento sempre messo all’angolo!
Vorrei mentire: “Mi occupo del contrabbando di cozze venusiane!”, “Sono top-manager presso un’industria che produce ghiaccioli su Plutone”,”Lavoro ad una tesi sulla cyberassonometria stocastica presso i Caldei”…
Ma insomma, che posso dire? Generalmente svicolo parlando di art-direction, creativity-brainstorming, multimedia advertising e via anglicizzando!
Una cosa però l’ho capita: qualunque cosa faccia, di qualsiasi argomento mi occupi, che si tratti di pubblicità, fumetto, narrativa, enigmistica, didattica, cerco sempre di inserire nell’impasto creativo un elemento di humor, ironia, sorriso e spensieratezza. Non per nulla, una delle mie frasi preferite, attribuita al grande Pino Caruso, recita: “Dicono che il dolore migliori l’uomo… Visti i risultati, io proverei con la gioia!”
2) Da dove nasce questa passione per i fumetti e per le vignette?

La mia maestra di prima elementare diceva di me: “Ha molta fantasia ma è un po’ troppo ‘chiacchierino’!” Ecco, ho continuato ad essere ‘un po’troppo chiacchierino’ e quando le persone intorno a me si stufavano delle mie chiacchiere ho imparato a raccontare a me stesso le storie che mi passavano per la testa… disegnandole!
Ho cominciato a scartabellare, spiegazzare e scopiazzare Topolino e il Corrierino, ho proseguito con Jacovitti, Bonvi e compagnia bella, ho volato con i supereroi Marvel, mi sono accapigliato con gli avventurosi Bonelliani… il tutto piluccando, assaggiando & mordicchiando qua e là con giocosa anarchia…
Contemporaneamente ho esplorato i Mondi Fantastici della narrativa scritta, da Salgari a Verne, al Tarzan di Burroughs, passando per le horroraggini gotiche di Stoker, Poe e (più tardi) Sheridan le Fanu, Montague Rhodes James e H.P,Lovecraft… Poi, più o meno in età liceale, ho scoperto la sezione “Urania” nella bancarella dei libri usati appena fuori da scuola e da allora non ho più smesso!

Penso che la frequentazione di racconti e romanzi scritti abbia contribuito molto alla mia produzione fumettistica, e ciò è comprensibilissimo: alzi la mano quel fumettista che, leggendo le vaghe descrizioni dei mostri del ciclo di Cthulhu di HPL o gli accenni alla Vorace Bestia Bugblatta di Traal di Douglas Adams, non si è sentito pruder la matita dal desiderio di dar loro forma e sostanza!
E poi, confessiamolo pure, il nostro Vasto e Variegato Mondo ed i nostri bislacchi compagni di viaggio planetari sono una tale fonte di ispirazione! Basta sedersi al tavolino all’aperto di un bar, ordinare un latte macchiato (costa poco e dura molto),osservare la gente che passa e lasciar briglia sciolta all’immaginazione… Se poi si ha l’accortezza di portar con sè un blocco da disegno ed una matita, ci si può divertire a metter giù schizzi su schizzi, idee, caricature, abbozzi di storia, che potranno essere sviluppati in seguito. Questo è un esercizio che consiglio sovente ai miei allievi della Scuola del Fumetto di Asti!

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